stampa
invia
I fatti. La richiesta dell'assemblea è sempre la solita: la fine del bloqueo Usa a Cuba che secondo recenti dati emanati dall'amministrazione dell'Havana
avrebbe causato all'isola perdite per miliardi di dollari. Sono più di 45 anni,
era il 7 febbraio 1962, che il bloqueo impedisce a Cuba ogni tipo di operazione economica internazionale. E come accade
tutti gli anni i paesi che si sono rifiutati di dare una mano a Cuba sono gli
stessi di sempre: gli Usa, Israele, Isole Marshall e Isole Palau (due minuscoli
arcipelaghi nell'oceano Pacifico che hanno deciso di farsi amministrare a tutti
i livelli dallo Zio Sam). Astenuta la Micronesia. E se da un lato per il cancelliere
cubano, Felipe Perez Roque, il blocco imposto dagli Usa è “il principale ostacolo
per lo sviluppo di Cuba”, c'è anche da dire che la risoluzione votata da 184 stati
membri dell'Assemblea non è assolutamente vincolante. Dunque gli Usa e i suoi
tre fedelissimi alleati potranno continuare ad averla vinta. Lo stesso presidente
Usa, George W. Bush, aveva fatto sapere che le sanzioni sarebbero andate avanti
fino a quando “il regime manterrà il suo monopolio sulla vita politica e economica
del popolo cubano”.
Storia che si ripete. Negli ultimi sedici anni è stato un crescendo continuo di adesioni e di solidarietà
nei confronti di Cuba. Dal 1992, infatti, l'Assemblea ha sempre votato in favore
della revoca delle sanzioni. E anche questa volta la nota emessa è chiarissima
e invita “Gli Stati che hanno e continuano a applicare queste leggi e questi provvedimenti
a prendere misure appropriate per revocarle o invalidarle al più presto possibile”.
Ma sembra che i “quattro” facciano orecchie da mercante tutte le volte che l'Assemblea
Onu condanna il loro comportamento.Alessandro Grandi
Parole chiave: Alessandro Grandi, pace, guerra, fidel castro, che guevara