30/10/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Bocciata in commissione Affari Costituzionali la proposta di legge. Votano contro Udeur e Italia dei Valori

Un 'voto di parità' alla commissione Affari costituzionali della Camera (22 voti a favore, altrettanti contrari) ha di fatto bocciato la proposta di legge per l'istituzione di una commissione di inchiesta sui fatti del G8 di Genova. Contro il provvedimento hanno votato Italia dei Valori e Udeur, assenti i socialisti, astenuto il presidente della Commissione Violante. Con la bocciatura si approfondisce la crisi all'interno del Governo Prodi, già messo duramente in difficoltà la settimana scorsa durante il voto al Senato sul decreto fiscale, quando la maggioranza è stata battuta 7 volte, rivelando le crepe di una coalizione alle cui forze politiche Prodi ha chiesto, subito dopo il voto, "il rispetto degli impegni".

Carlo GiulianiLa memoria corta. Come già avvenuto per la riduzione delle spese militari, anche l'istituzione di una commissione parlamentare d'inchiesta sul G8 era uno dei punti del programma elettorale che l'Unione ha disatteso, non rispettando gli impegni e deludendo una larga parte del proprio elettorato, tra cui, sicuramente, anche decine di migliaia di giovani che a Genova c'erano. E che hanno votato l'Unione proprio per evitare che in futuro si ripresentassero situazioni come quelle esorcizzate proprio dagli stessi estensori del programma. Ovvero, "l'utilizzo delle forze di polizia per operazioni repressive del tutto ingiustificate. Basti pensare - cita il programma - ai fatti di Genova, per i quali ancora oggi non sono state chiarite le responsabilità politica e istituzionale (al di là degli aspetti giudiziari) e sui quali l’Unione propone,per la prossima legislatura, l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta". La proposta di legge non è stata votata dal capogruppo alla Camera dell'Italia dei Valori, Massimo Donadi, perché considerata 'di parte'. Donadi non si è presentato alla votazione, mentre l'altro esponente dipietrista, Carlo Costantini, ha votato no. I due deputati della Rosa nel Pugno, Cinzia Dato e Angelo Piazza, non hanno preso parte alle votazioni. Il deputato dell'Udeur, Francesco Adenti, ha invece votato contro, dichiarandosi soddisfatto dell'esito della votazione, perché "la nostra posizione - ha riferito - è sempre stata quella di premere perchè l'indagine fosse a tutto tondo, non si occupasse cioè solo delle responsabilità delle forze dell'ordine, ma anche dei manifestanti". Giusto una settimana fa, i pm che hanno in mano l'indagine sui manifestanti del G8 hanno chiesto il massimo della pena, per gran parte dei 25 imputati accusati di 'devastazione e saccheggio'. Il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, ai cronisti che ieri gli chiedevano se l'istituzione della commissione d'inchiesta fosse nel programma dell'Unione, rispondeva: "Non l'ho letta".

Graziella MasciaL'ennesimo mistero italiano. "Troppa gente in questo Paese ha paura della verità, su Genova", ha commentato Graziella Mascia, il deputato di Rifondazione in commissione Affari Costituzionali, contattata da PeaceReporter. "Il voto è gravissimo. Il centro-destra si è ovviamente scatenato, ma c'è una responsabilità oggettiva dell'Italia dei Valori, dell'Udeur e dei socialisti che hanno fatto mancare il loro voto". Non hanno rispettato il programma. "No, e per giunta qui non c'erano sono vincoli di bilancio, c'è stata solo una volontà politica. Il nostro Paese aspetta da anni che il Parlamento dica se le forze dell'ordine lavorano o no in sintonia con i principi costituzionali, ce l'ha chiesto anche il Parlamento Europeo, che ha stabilito che in quei giorni sono stati sospesi i diritti dei manifestanti. La credibilità delle forze politiche e delle istituzioni è stata messa a dura prova da un voto come questo. Genova rischia di diventare l'ennesimo mistero italiano. Chiederemo di andare in aula lo stesso, anche con un voto negativo. Che ognuno si assuma la propria responsabilità di fronte a tutti i cittadini italiani e in particolare di fronte agli elettori dell'Unione". Quali saranno le immediate conseguenze politiche del voto? "Questo si aggiunge a una serie di altri voti difformi di alcune forze politiche rispetto alla maggioranza dell'Unione. Mentre però al Senato queste cose stanno in un contesto di maggioranza risicata, alla Camera è diverso. E' di una gravità estrema, saranno necessari gli opportuni chiarimenti. Sappiamo tutti che moltissimi giovani hanno votato l'Unione anche e soprattutto perché nel programma c'era questo punto fondamentale. Che non è stato rispettato".

Luca Galassi

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