stampa
invia
Un 'voto di parità' alla commissione Affari costituzionali della Camera (22 voti a favore, altrettanti contrari) ha di fatto bocciato la proposta di legge per l'istituzione di una commissione di inchiesta sui fatti del G8 di Genova. Contro il provvedimento hanno votato Italia dei Valori e Udeur, assenti i socialisti, astenuto il presidente della Commissione Violante. Con la bocciatura si approfondisce la crisi all'interno del Governo Prodi, già messo duramente in difficoltà la settimana scorsa durante il voto al Senato sul decreto fiscale, quando la maggioranza è stata battuta 7 volte, rivelando le crepe di una coalizione alle cui forze politiche Prodi ha chiesto, subito dopo il voto, "il rispetto degli impegni".
La memoria corta. Come già avvenuto per la riduzione delle spese militari, anche l'istituzione
di una commissione parlamentare d'inchiesta sul G8 era uno dei punti del programma
elettorale che l'Unione ha disatteso, non rispettando gli impegni e deludendo
una larga parte del proprio elettorato, tra cui, sicuramente, anche decine di
migliaia di giovani che a Genova c'erano. E che hanno votato l'Unione proprio
per evitare che in futuro si ripresentassero situazioni come quelle esorcizzate
proprio dagli stessi estensori del programma. Ovvero, "l'utilizzo delle forze
di polizia per operazioni repressive del tutto ingiustificate. Basti pensare -
cita il programma - ai fatti di Genova, per i quali ancora oggi non sono state
chiarite le responsabilità politica e istituzionale (al di là degli aspetti giudiziari)
e sui quali l’Unione propone,per la prossima legislatura, l’istituzione di una
commissione parlamentare d’inchiesta". La proposta di legge non è stata votata
dal capogruppo alla Camera dell'Italia dei Valori, Massimo Donadi, perché considerata
'di parte'. Donadi non si è presentato alla votazione, mentre l'altro esponente
dipietrista, Carlo Costantini, ha votato no. I due deputati della Rosa nel Pugno,
Cinzia Dato e Angelo Piazza, non hanno preso parte alle votazioni. Il deputato
dell'Udeur, Francesco Adenti, ha invece votato contro, dichiarandosi soddisfatto
dell'esito della votazione, perché "la nostra posizione - ha riferito - è sempre
stata quella di premere perchè l'indagine fosse a tutto tondo, non si occupasse
cioè solo delle responsabilità delle forze dell'ordine, ma anche dei manifestanti".
Giusto una settimana fa, i pm che hanno in mano l'indagine sui manifestanti del
G8 hanno chiesto il massimo della pena, per gran parte dei 25 imputati accusati
di 'devastazione e saccheggio'. Il ministro della Giustizia, Clemente Mastella,
ai cronisti che ieri gli chiedevano se l'istituzione della commissione d'inchiesta
fosse nel programma dell'Unione, rispondeva: "Non l'ho letta".
L'ennesimo mistero italiano. "Troppa gente in questo Paese ha paura della verità, su Genova", ha commentato
Graziella Mascia, il deputato di Rifondazione in commissione Affari Costituzionali,
contattata da PeaceReporter. "Il voto è gravissimo. Il centro-destra si è ovviamente
scatenato, ma c'è una responsabilità oggettiva dell'Italia dei Valori, dell'Udeur
e dei socialisti che hanno fatto mancare il loro voto". Non hanno rispettato il
programma. "No, e per giunta qui non c'erano sono vincoli di bilancio, c'è stata
solo una volontà politica. Il nostro Paese aspetta da anni che il Parlamento dica
se le forze dell'ordine lavorano o no in sintonia con i principi costituzionali,
ce l'ha chiesto anche il Parlamento Europeo, che ha stabilito che in quei giorni
sono stati sospesi i diritti dei manifestanti. La credibilità delle forze politiche
e delle istituzioni è stata messa a dura prova da un voto come questo. Genova
rischia di diventare l'ennesimo mistero italiano. Chiederemo di andare in aula
lo stesso, anche con un voto negativo. Che ognuno si assuma la propria responsabilità
di fronte a tutti i cittadini italiani e in particolare di fronte agli elettori
dell'Unione". Quali saranno le immediate conseguenze politiche del voto? "Questo
si aggiunge a una serie di altri voti difformi di alcune forze politiche rispetto
alla maggioranza dell'Unione. Mentre però al Senato queste cose stanno in un contesto
di maggioranza risicata, alla Camera è diverso. E' di una gravità estrema, saranno
necessari gli opportuni chiarimenti. Sappiamo tutti che moltissimi giovani hanno
votato l'Unione anche e soprattutto perché nel programma c'era questo punto fondamentale.
Che non è stato rispettato".
Luca Galassi