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Negroponte docet. Da Monterrey, dove si trovava in visita per una serie di conferenze con gli
imprenditori locali, Negroponte ha risposto alle mille domande sulla nuova iniziativa
che andrà ad aiutare le forze di sicurezza messicane. Non sono certo mancate le
frecciate da parte dei giornalisti messicani, timorosi che questa iniziativa possa
trasformarsi in un nuovo Plan Colombia.
Trasparenza zero. Sia da Washington che da Città del Messico, però, si sono fatti sempre più ampi
i dubbi sull'iniziativa antidroga progettata dall'amministrazione Bush. Diversi
membri del Congresso Usa, infatti, hanno definito poco trasparente la pianificazione
del piano e, considerando che il Congresso avrà la parola decisiva sul finanziamento
del progetto, si parla di una cifra che si aggira intorno ai 1400 milioni di dollari,
iniziano già a circolare le prime ipotesi sulla sorte del programma. Su tutti
ci ha pensato Eliot Engel, presidente del Subcomitè de Asuntos del Hemisfero Occidental
della camera bassa Usa. “ Voglio analizzare al più presto questa nuova iniziativa
– ha detto Engel – anche se sarebbe stato più corretto che il Congresso fosse
stato consultato durante la fase di sviluppo del progetto. Questo non è sicuramente
un buon inizio”. E, considerata la forma segreta con cui il piano è stato costruito,
ci saranno dei forti ritardi sul pronunciamento del Congresso. “Quello dell'Iniziativa
Merida è stato un piano di sviluppo elaborato in molto tempo e reso poco pubblico.
Questo potrebbe essere controproducente in fase di approvazione , soprattutto
per quello che riguarda i deputati democratici” ha detto il direttore dell'Istituto
Mexico del Centro Woodrow Wilson, Andrew Selee.
Dubbi sull'efficacia. Iniciativa Merida, però, non si rivolgerà solo al Messico, sicuramente l'ultima
tappa dei carichi di droga provenienti da molti paesi del continente americano
(Bolivia, Perù, Colombia su tutte). Il progetto dovrebbe prendere in considerazione
anche i paesi del Centroamerica e di conseguenza allargarsi a macchia d'olio.
Come ha specificato proprio Negroponte “Dovremo dividere gli sforzi e ampliare
la nostra strategia di combattimento al crimine organizzato anche ai paesi amici
del Centroamerica”. E anche in questo caso il sottosegretario di Stato Usa ha
confermato il pieno appoggio di Washington nell'addestramento e nel sostegno delle
forze di sicurezza dei Paesi del Centroamerica. Ma i dubbi sono molti nonostante
il Plan Merida non abbia ancora iniziato il suo percorso. Quello maggiore è che
il Plan Merida si trasformi in un nuovo Plan Colombia e quindi in un nuovo disastro
socio economico. Negli otto anni di vita del Plan Colombia, un progetto voluto
dagli Usa costato oltre 4,200 milioni di dollari per combattere le organizzazioni
criminali colombiane dedite al traffico di droga, non è stato raggiunto nessun
risultato se non quello di compromettere la salute di migliaia di contadini con
la pratica delle fumigazioni. L'unico risultato ottenuto è il rafforzamento delle
forze militari e dei rapporti fra Bogotà e Washington. Il narcotraffico con i
suoi affari sporchi è andato avanti senza nessun tipo di problema e la cocaina
ha continuato a entrare negli Usa senza la minima difficoltà. Dunque i dubbi,
soprattutto da parte della popolazione, sull'efficacia della nuova iniziativa
sono molti e, nonostante qualche numero dalla sua parte in tema di sequestri di
droga l'abbia avuto, in molti sperano che non diventi un nuovo Plan Colombia.
Negroponte “il signore delle guerre”. Stando alle cronache il signor John Negroponte pare essere davvero abituato a
tuffarsi in argomenti e pratiche molto rischiose. Come ad esempio è avvenuto in
Pakistan circa un mese fa. In quella circostanza il sottosegretario Usa, ex direttore
della Cia, chiese (in molti dicono che impose) al presidente Musharraf di far
partire l'offensiva militare contro le presunte basi di al Qaeda nella zona tribale
del Waziristan, al confine con l'Afghanistan. Il giorno dopo il suo arrivo in
Pakistan l'offensiva militare si scatenò contro le tribù della zona. Anche in
Iraq, dove fu ambasciatore del 2004 al 2006, Negroponte è ricordato per la spregiudicatezza
delle sue scelte. Ma anche in Centro america, e questo non fa certo ben sperare
le popolazioni della zona, ricordano Negroponte che fu coinvolto nei finanziamenti
ai Contras (i gruppi armati controrivoluzionari del Nicaragua) e all'insabbiamento
degli abusi della dittatura honduregna degli anni Ottanta.Alessandro Grandi