30/10/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Messico, il Plan Merida piace a John Negroponte, uomo forte dell'amministrazione Bush. Dubbi sulla sua efficacia e sull'imensa quantità di denaro che le case Usa dovranno sborsare
Nella polemica sul Plan Merida, il piano Usa per combattere il narcotraffico e le organizzazioni a esso legate provenienti dal Messico, entra di petto il sotto segretario di Stato americano John Negroponte.

Il Congresso UsaNegroponte docet. Da Monterrey, dove si trovava in visita per una serie di conferenze con gli imprenditori locali, Negroponte ha risposto alle mille domande sulla nuova iniziativa che andrà ad aiutare le forze di sicurezza messicane. Non sono certo mancate le frecciate da parte dei giornalisti messicani, timorosi che questa iniziativa possa trasformarsi in un nuovo Plan Colombia.
“Non è certamente un piano che prevede l'aumento della presenza di soldati e agenti statunitensi in territorio messicano” ha detto Negroponte, che ha aggiunto: “E non è nemmeno una strategia che ha lo scopo di violare la sovranità nazionale e i diritti del Messico”. Intanto la discussione si fa sempre più vivace. Lo stesso Negroponte nei giorni scorsi si era augurato che l'”Iniziativa Merida (questo il nome del progetto) fosse approvata sia dai parlamentari statunitensi che da quelli messicani. Ma le cose non sembrano essere andate come lui sperava.

Un sequestro di cocainaTrasparenza zero. Sia da Washington che da Città del Messico, però, si sono fatti sempre più ampi i dubbi sull'iniziativa antidroga progettata dall'amministrazione Bush. Diversi membri del Congresso Usa, infatti, hanno definito poco trasparente la pianificazione del piano e, considerando che il Congresso avrà la parola decisiva sul finanziamento del progetto, si parla di una cifra che si aggira intorno ai 1400 milioni di dollari, iniziano già a circolare le prime ipotesi sulla sorte del programma. Su tutti ci ha pensato Eliot Engel, presidente del Subcomitè de Asuntos del Hemisfero Occidental della camera bassa Usa. “ Voglio analizzare al più presto questa nuova iniziativa – ha detto Engel – anche se sarebbe stato più corretto che il Congresso fosse stato consultato durante la fase di sviluppo del progetto. Questo non è sicuramente un buon inizio”. E, considerata la forma segreta con cui il piano è stato costruito, ci saranno dei forti ritardi sul pronunciamento del Congresso. “Quello dell'Iniziativa Merida è stato un piano di sviluppo elaborato in molto tempo e reso poco pubblico. Questo potrebbe essere controproducente in fase di approvazione , soprattutto per quello che riguarda i deputati democratici” ha detto il direttore dell'Istituto Mexico del Centro Woodrow Wilson, Andrew Selee.
  
Le fumigazioni in ColombiaDubbi sull'efficacia. Iniciativa Merida, però, non si rivolgerà solo al Messico, sicuramente l'ultima tappa dei carichi di droga provenienti da molti paesi del continente americano (Bolivia, Perù, Colombia su tutte). Il progetto dovrebbe prendere in considerazione anche i paesi del Centroamerica e di conseguenza allargarsi a macchia d'olio. Come ha specificato proprio Negroponte “Dovremo dividere gli sforzi e ampliare la nostra strategia di combattimento al crimine organizzato anche ai paesi amici del Centroamerica”. E anche in questo caso il sottosegretario di Stato Usa ha confermato il pieno appoggio di Washington nell'addestramento e nel sostegno delle forze di sicurezza dei Paesi del Centroamerica. Ma i dubbi sono molti nonostante il Plan Merida non abbia ancora iniziato il suo percorso. Quello maggiore è che il Plan Merida si trasformi in un nuovo Plan Colombia e quindi in un nuovo disastro socio economico. Negli otto anni di vita del Plan Colombia, un progetto voluto dagli Usa costato oltre 4,200 milioni di dollari per combattere le organizzazioni criminali colombiane dedite al traffico di droga, non è stato raggiunto nessun risultato se non quello di compromettere la salute di migliaia di contadini con la pratica delle fumigazioni. L'unico risultato ottenuto è il rafforzamento delle forze militari e dei rapporti fra Bogotà e Washington. Il narcotraffico con i suoi affari sporchi è andato avanti senza nessun tipo di problema e la cocaina ha continuato a entrare negli Usa senza la minima difficoltà. Dunque i dubbi, soprattutto da parte della popolazione, sull'efficacia della nuova iniziativa sono molti e, nonostante qualche numero dalla sua parte in tema di sequestri di droga l'abbia avuto, in molti sperano che non diventi un nuovo Plan Colombia.

Negroponte e BushNegroponte “il signore delle guerre”. Stando alle cronache il signor John Negroponte pare essere davvero abituato a tuffarsi in argomenti e pratiche molto rischiose. Come ad esempio è avvenuto in Pakistan circa un mese fa. In quella circostanza il sottosegretario Usa, ex direttore della Cia, chiese (in molti dicono che impose) al presidente Musharraf di far partire l'offensiva militare contro le presunte basi di al Qaeda nella zona tribale del Waziristan, al confine con l'Afghanistan. Il giorno dopo il suo arrivo in Pakistan l'offensiva militare si scatenò contro le tribù della zona. Anche in Iraq, dove fu ambasciatore del 2004 al 2006, Negroponte è ricordato per la spregiudicatezza delle sue scelte. Ma anche in Centro america, e questo non fa certo ben sperare le popolazioni della zona, ricordano Negroponte che fu coinvolto nei finanziamenti ai Contras (i gruppi armati controrivoluzionari del Nicaragua) e all'insabbiamento degli abusi della dittatura honduregna degli anni Ottanta.

Alessandro Grandi

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