30/10/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



L’obiettivo non era il presidente, illeso, ma la tregua raggiunta ieri nelle aree tribali
 
Questa volta ci sono arrivati molto vicini a uccidere Musharraf. Il kamikaze che si è fatto esplodere stamane a Rawalpindi, uccidendo sette persone, era riuscito a raggiungere le porte del quartier generale delle forze armate nella città più blindata del Paese, arrivando a meno di un chilometro dall’ufficio in cui il presidente pachistano si trovava in quel momento. La polizia è riuscita a fermare l’attentatore a uno dei posti di blocco all’esterno del compound militare.  
L’attacco giunge all’indomani dell’enensimo cessate il fuoco raggiunto ier tra il governo e le milizie integraliste filo-talebane e qaediste che l’esercito, su ordine di Washington, sta combattendo da anni.
 
La scena dell'attentatoUna bomba contro il cessate-il-fuoco. “Non so come definire questo fenomeno – ha detto all’Aki il direttore del settimanale Urdu Weekly Wajood, Muhammad Tahir – ma sembra essere una strategia pianificata nella quale gli americani costringono il Pakistan a violare gli accordi di cessate il fuoco con le tribù locali, forzando il Paese a bombardare le aree tribali dove le tribù si sono dimostrate estremamente leali al Pakistan e sempre pronte a fare sacrifici per il Paese. Di conseguenza, gli attentatori suicidi addestrati per essere mandati in Afghanistan a combattere contro le truppe della Nato scendono nelle città pachistane per lottare contro le nostre forze armate. In questo modo, il Pakistan è costretto ad impegnarsi in una battaglia che non è la sua”. Tahir è noto per i suoi editoriali politici e per la sua familiarità coi gruppi jihadisti. Ha trascorso due mesi in prigione e la sua rivista è stata censurata su diretto ordine del presidente Musharraf.
 
Le zone del conflittoGli Usa non vogliono tregue. Washington non ha mai fatti mistero della sua avversione nei confronti di ogni tregua nelle operazioni militari pachistane contro gli integralisti islamici basati al confine con l’Afghanistan: secondo la Cia e il Pentagono in quelle zone si nasconde lo stato maggiore di al Qaeda, compreso Osama bin Laden. Ogni volta che Musharraf ha provato a trattare con i jihadisti, gli Usa hanno protestato chiedendo la ripresa della guerra. Una guerra che, dal 2004 a oggi, ha provocato migliaia di morti.
L’attentato di oggi giunge dopo numerosi tentativi di assassinare Musharraf – l’ultimo l’8 ottobre, con lanci di razzi contro il suo elicottero – e dopo una drammatica escalation di attacchi suicidi: sempre a Rawalpindi lo scorso 4 settembre un attentato aveva ucciso 25 persone; a Karachi il 18 ottobre due kamikaze si sono fatti saltare in aria uccidendo 139 persone.
E.P.
Parole chiave: pakitan
Categoria: Guerra
Luogo: Pakistan