27/10/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Ferito un pacifista italiano che aiutava i palestinesi nelle raccolte delle olive
scritto per noi da
Emanuele Confortin
 
A guidare la manifestazione sono gli organizzatori, membri del Comitato Popolare di Bil`in. Seguono giornalisti e osservatori israeliani, olandesi, danesi, inglesi e italiani. C`e` anche un giapponese. Una cinquantina i presenti, con in mano bandiere palestinesi, macchine fotografiche e telecamere, oltre ad una simbolica scala in legno, che sarebbe necessaria per la raccolta delle olive dall`altra parte del muro costruito tra il villaggio agricolo di Bil`in e parte delle proprie terre.
 
Storia di ordinaria violenza. Come dal 2005 avviene ogni venerdì, il corteo inizia la sua marcia nonviolenta nel centro del paese, situato a 20 minuti da Ramallah. Il corteo avanza lentamente, con i palestinesi in testa, seguiti a distanza dagli osservatori stranieri. Il gruppo si ferma a 50 metri dai mezzi dell`esercito e mentre un altoparlante invita i presenti a ritornare sui propri passi, i soldati prendono posizione su entrambi i lati dell`oliveto, schierandosi a ventaglio, ad una decina di metri gli uni dagli altri. Scade il breve tempo concesso ma i manifestanti restano dove sono, rispondendo con i propri appelli. Mentre ancora cerchiamo di tradurre dall`arabo il messaggio, sentiamo un primo boato, seguito da altri in rapida sucessione. Si tratta di lacrimogeni, che in breve disperdono i presenti, anche quelli protetti da vecchie maschere da sub. La situazione si ripete pochi minuto dopo, e ancora piu` tardi, per almeno mezzora. Qualche ragazzino palestinese inizia a lanciare dei sassi, chi usando le mani chi una fionda, intanto i soldati avanzano tra gli ulivi guadagnando una quarantina di metri. Passa un`ora dall`inizio della manifestazione e siamo quasi tutti sulla via del rientro, lontano, molto lontano dallo sbarramento. A questo punto partono gli ultimi sassi, indirizzati sui militari piu` vicini, che iniziano a sparare verso la folla dei rubber bullets, proiettili di acciaio ricoperti da un sottile strato di gomma, potenzialmente letali. Uno di questi fischia sopra le nostre teste, altri schizzano sull`asfalto, mentre un ultimo colpo finisce di striscio sulla fronte di Andrea, osservatore italiano che si trava molto lontano da militari, sbarramento e lacrimogeni. Per lui nessuna conseguenza grave. Qualche punto di sutura all`ospedale di Ramllah e un grosso spavento, oltre alla perplessita` generale sulle reagioni di una risposta tanto aggressiva. Chiediamo spiegazioni e scopriamo che e` stata una forma di rappresaglia da parte dell`esercito israeliano per la manifestazione avvenuta il gorno precedente, quando alcuni pacifisti di Bil`in e del Palestinian Anti-Apartheid Movement erano riusciti a bloccare per una quindicina di minuti la Highway 443, ad uso esclusivamente israeliano, cogliendo tutti impreparati, compreso l`esercito. Intanto in Palestina e` iniziato un altro giorno, e i fatti di Bil`in si allontanano, come le speranze di vedere iniziare un dialogo senza armi.
Categoria: Diritti, Guerra
Luogo: Israele - Palestina