30/10/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Il re dell'Arabia Saudita in visita in Gran Bretagna, tra mille polemiche
“Fornimmo un’informazione al Regno Unito prima degli attentati terroristici in Gran Bretagna, ma sfortunatamente non fu presa alcuna contromisura. E forse si poteva evitare la tragedia”. Le parole del re dell'Arabia Saudita Abdullah II, in arrivo per una visita ufficiale a Londra, esplodono come una bomba, diffuse dalla Bbc.
 
Strage evitabile? Il 7 luglio 2005, a Londra, in una serie di attacchi suicidi, persero la vita 56 persone (tra cui gli attentatori) e altre 700 rimasero ferite. “Questa è la dimostrazione di come la maggioranza dei Paesi, compreso purtroppo il Regno Unito, non prende davvero sul serio la lotta al terrorismo internazionale”, ha rincarato la dose il monarca, “e che la battaglia contro il terrorismo potrà durare tra i venti e i trenta anni, contro organizzazioni come al-Qaeda che continueranno a rappresentare un pericolo per l’Arabia Saudita”.
Le autorità britanniche, che all'epoca dei fatti dovettero difendersi dall'accusa di non aver fatto abbastanza per impedire l'attacco, hanno smentito seccamente la ricostruzione del re saudita. Nel 2005 la commissione parlamentare d'Intelligence e Sicurezza non riuscì a provare la qualità delle informazioni giunte dall’intelligence saudita e non furono in grado di dire se si sarebbe potuto evitare l'attacco londinese del 2005. Ma Abdullah II ha smentito questa ricostruzione, sostenendo il contrario.

Relazioni tese. Una visita con il botto, anche perché il re dell'Arabia Saudita, già all'aeroporto, si è trovato di fronte un gruppo di contestatori che volevano boicottare la sua visita per denunciare le violazioni dei diritti umani che avvengono nella ricca monarchia del petrolio.
Le dichiarazioni di Abdallah II gettano benzina sul fuoco, che si aggiunge allo scandalo che nei mesi scorsi aveva toccato molto da vicino la stessa famiglia reale saudita. Cosa del resto facile, visto che la famiglia Saud controlla tutto il potere in Arabia Saudita. Proprio in Gran Bretagna è stata infatti aperta un'inchiesta imbarazzante per i regnanti, che indagava su presunte bustarelle incassate per l'acquisto di 48 aerei Typhoon (i cosiddetti Eurofighter), prodotti da un consorzio a guida britannica del quale fa parte anche l'italiana Alenia.
L'inchiesta, partita dalla Bbc, indaga sulla vendita di aerei e navi militari all'Arabia Saudita, fin dai tempi del governo Tatcher, per un valore vicino ai 100 miliardi di euro. Commesse che venivano accompagnate da laute tangenti ai monarchi sauditi, invogliati così a restare fedeli al costruttore.
Abdullah II ha quindi voluto gettare un sasso nello stagno, colpendo in un punto molto sensibile della politica british, come gli attentati del 2005, togliendosi magari un sassolino dalla scarpa.

Ch.E.
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