30/10/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Circa 25mila persone hanno marciato pacificamente su Delhi chiedendo condizioni di lavoro più dignitose al Governo
di gianluca Ursini
 
campo profughi vicino il confineAnche senza casa La battaglia degli oltre 20mila senza terra indiani sembra abbia avuto un esito positivo. Dopo l'arrivo a delhi domenica 28 ottobre di circa 25mila persone indigene che protestavano per la loro esclusione dalla coltivazione delle terre a beneficio del latifondo, il governo del partito induista al comando ha deciso di avviare una riforma agraria. Il governo ha concesso al movimento dei senzaterra un 'Tavolo di confronto sulla riforma della Terra coltivabile, che studi punto per punto le proposte dei senza terra e dei popoli indigeni, molto sensibili sulle lotte per i terreni coltivabili, a discapito delle aree boschive. Gli aborigeni e i contadini delle caste più basse e meno abbienti, hanno marciato per quattro settimane attraverso le giungle per arrivare fino a Nuova Delhi dai politici. Sostengono di essere gli unici nel miliardo di persone del Paese, a non essere nemmeno sfiorati dal benessere che sta investendo tutta l'India.
 
vecchio indiano alla mifestazioneSoddisfatti e ben accolti “Le nostre richieste sono state accolte. Al momento possiamo dirci soddisfatti” ha detto Bharat Bhushan Thakum, uno dei capi della rivolta “le misure previste abbasseranno drammaticamente i tempi per l'assegnazione di terreni ai senza terra. Adesso ce ne possiamo tornare contenti ai nostri campi” ha detto alle agenzie di stampa il campione sportivo. Il governo indiano ha informato che circa metà dei seggi nel Tavolo permanente dovranno rimanere sotto il proprio diretto controllo, o quantomeno dell'uomo che in quel momento sta in cima al potere a Delhi”. Ma i nodi irrisolti verranno al pettine, sostengono molti corrispondenti stranieri, principalmente perché il Governo non ha ancora fornito delle date certe per scandire secondo un tragitto di Pace una più giusta redistribuzione delle ricchezze e dei redditi indiani (come la Road map in Terra Santa). La composizione sociale della folla dei protestanti era formata, soprattutto, da persone realmente bisognose, che finora non avevano ottenuto niente dai politici, se non che il conflitto sociale in corso nel paese venisse portato a casa loro dalla tv.
 

Gianluca Ursini

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