Israele vota sanzioni punitiva per Gaza e tratta con Abbas. Ma la popolazione civile è allo stremo
Non è certo una novità
per il governo israeliano, ma ancora una volta ha ignorato gli
appelli della comunità internazionale. Ed è così
che giovedì 25 ottobre il ministro della Difesa, Ehud Barak,
ha approvato un pacchetto che prevede una nuova serie di sanzioni
contro la Striscia di Gaza. Taglio della fornitura di energia
elettrica compresa.
Futuro al buio. La misura scatta
nel caso di attacchi con razzi Qassam dalla Striscia verso le città
israeliane, il che è solo un espediente dialettico, visto che
i lanci sono quotidiani. Come spesso accade, però, invece di
risolvere il problema dei tiri di razzi, le sanzioni mortificano
ancora di più una popolazione civile allo stremo.
''Il taglio dell'energia elettrica a
Gaza deciso da Israele costituisce una violazione della convenzione
di Ginevra'', ha tuonato Ahmed Yusef, consigliere politico del leader
di Hamas, Ismail Haniyeh. Le brigate al-Quds, ala militare della
Jihad Islamica, hanno fatto sapere che i lanci di razzi contro
Israele continueranno nonostante le sanzioni, e avranno fine solo
quando Israele la smetterà di colpirci. Un film già
visto, un gran brutto film, dalla sceneggiatura scontata: i gruppi
armati lanciano i Qassam in reazione a un intervento armato
israeliano, come quelli che hanno portato all'omicidio di un
esponente di Hamas e di due miliziani della Jihad Islamica nei giorni
scorsi. Israele reagisce con un'altra incursione o con le sanzioni.
Un cane che si morde la coda, ma solo dopo aver azzannato quel che
resta dei palestinesi.
Strategia tragica. Israele,
infatti, fornisce al milione e mezzo di palestinesi che vivono
pressati nella Striscia di Gaza, il 60 percento della corrente
elettrica.''Prego Israele di ripensarci'', ha dichiarato John
Holmes, il vice segretario generale delle Nazioni Unite, ''non siamo
ancora alla carestia, ma siamo nel mezzo di una devastante crisi
umanitaria a Gaza''. Un esempio? Domenica scorsa l’ospedale
di Shifa, nella Striscia di Gaza, denunciava l’impossibilità
di compiere operazioni chirurgiche per mancanza di anestetico. La
privazione della corrente elettrica non potrà che peggiorare
la situazione.
Le autorità israeliane hanno
tenuto a specificare che i primi black – out saranno di 'soli' 15
minuti, e che si cercherà di tener conto delle esigenze
sanitarie, ma se il lancio di razzi prosegue o s'intensifica le
misure verranno aggravate.
Israele, dunque, insiste sulla stessa
strategia: portare la popolazione civile a un tale livello di
esasperazione da provocare il rovesciamento del governo di Hamas, che
domina la Striscia dopo averne buttato fuori Fatah. In parallelo
continua l'azione diplomatica di Tel Aviv verso il presidente Abbas,
che venerdì ha incontrato il premier israeliano Olmert a
Gerusalemme.
Ma che credibilità crede di
offrire Israele a un presidente che tratta con un governo che taglia
la corrente alla povera gente? Si potrà ottenere un passo
indietro di Hamas di fronte al boicottaggio della Striscia, ma questo
non significa che la popolazione affamata ed esasperata accetterà
un dialogo con coloro che decidono sanzioni come queste.