Manifestazioni studentesche contro la riforma della Costituzione voluta da Chavez
Le manifestazioni indette dalle formazioni politiche studentesche che nei giorni
scorsi hanno interessato il Venezuela hanno fatto molto clamore ma non hanno raggiunto
nessun obiettivo. Nella giornata di ieri, 1 novembre, la polizia è stata costretta a disperdere
la folla con la forza e con l'uso di gas lacrimogeni. Alcuni studenti hanno tentato,
senza successo, d'incatenarsi al cancello del palazzo che ospita il Consigli Nazionale
Elettorale. Negli scontri sono rimasti feriti decine di ragazzi dei movimenti
universitari.
Proteste. I diversi movimenti che animano la protesta giovanile manifestano da tempo il
loro dissenso nei confronti della proposta di modifica della costituzione voluta
dal presidente Hugo Chavez.
Non solo. La preoccupazione degli studenti riguarda anche il referendum che i
terrà nei primi giorni di dicembre, probabilmente il 2. Secondo il portavoce del
gruppo studentesco universitario “Manos por la Libertad”, Andres Ayala, sarebbe
bene che per il referendum si tornasse ad utilizzare il voto manuale e non quello
elettronico, giusto per avere la sicurezza della trasparenza delle votazioni e
un conteggio corretto, cosa che il voto elettronico potrebbe non garantire.
Ma il movimento studentesco protagonista anche dell'organizzazione delle manifestazioni
in difesa dell'emittente televisiva Rctv ha come scopo principale quello di difendere
la libertà d'espressione e in questo determinato momento storico che sta vivendo
il Paese anche difendere la libertà in generale di tutto il popolo venezuelano
“dalla possibile caduta dello Stato in mano al comunismo”
La conferma arriva anche dal sottosegretario politico dei giovani del Copei partito
Popolare venezuelano Juan Carlos Alvarado, che interpellato da PeaceReporter racconta la voglia di cambiamento dei giovani venezuelani. “Manifestiamo perchè
non è giusto che per fare ogni cosa si debba per forza abbracciare l'ideologia
socialista. Inoltre, noi vogliamo ottenere con le manifestazioni autonomia universitaria,
cosa che adesso non ci è concessa. Non siamo d'accordo con il governo. Se studiamo
per diventare avvocato lo facciamo perchè ci piace. Non vogliamo che il governo
ci dica cosa dobbiamo fare”.
La riforma. La Costituzione venezuelana sarà riformata in 69 dei suoi 350 articoli. Una volta
che la versione finale sarà pronta passerà all'esame del Consejo Nacional Electorl
che avrà tempo 30 giorni per convocare un referendum che approvi o rigetti il
progetto presentato da Chavez il 15 agosto scorso.
La proposta del leader bolivariano è stata rifiutata categoricamente dai militanti
dell'opposizione (che non hanno rappresentanti al parlamento) che la vedono come
una sorta di strumento per l'eleggibilità perpetua del presidente Chavez. Ed è
proprio la richiesta di modifica del mandato presidenziale a preoccupare l'opposizione
venezuelana.
Ascolta il commento di Juan Carlos Alvarado