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Da cinque settimane, gli insegnanti delle scuole medie bulgare stanno attuando
uno sciopero a oltranza. Dieci mesi dopo l'ingresso in Europa, e a due giorni
dal voto per le amministrative, la protesta dei docenti, che ieri hanno bloccato
la principale arteria di comunicazione bulgara, non è che la spia di un malessere
diffuso a causa di condizioni di vita inaccettabili per un Paese membro della
Ue. Gli insegnanti hanno deciso di continuare la protesta anche dopo che il ministero
dell'Istruzione aveva raggiunto un accordo coi sindacati, lunedì scorso, per un
aumento del 20 per cento, a partire dal primo novembre. Il salario attuale di
un insegnante bulgaro è di circa 220 euro. Se il governo di Sergey Stanishev,
Primo ministro, ha superato martedì un voto di sfiducia chiesto dall'opposizione
proprio a causa della crisi nel settore scolastico, il futuro di un governo che
mesi fa ha promesso a Bruxelles riforme strutturali, tuttora inattuate, non può
certo definirsi roseo.
Corruzione, povertà, criminalità. Prima del 1 gennaio 2007, Stanishev aveva dichiarato che l'ingresso nell'Unione
Europea è "la vera caduta del muro di Berlino". Il muro deve essere caduto tutto
addosso alla Bulgaria, se quasi metà della popolazione vive con meno di 2 euro
al giorno. Lo stipendio medio é cresciuto negli ultimi cinque anni del 40%, ma
170 euro (lo stipendio medio netto) non bastano per una vita decente. Quello minimo
è di 92 euro. Corruzione e criminalità organizzata continuano a frenare lo sviluppo
economico del Paese. Negli ultimi 10 anni si sono registrati 200 omicidi su commissione.
Dall'inizio dell'anno i casi di corruzione amministrativa sono stati più di mille,
mentre solo a fine 2006 sono partiti i primi processi contro poliziotti e magistrati.
Dall'estate i prezzi al dettaglio dei generi di prima necessità hanno subito una
forte impennata, l'inflazione è ancora al 13 percento, rispetto al 6 percento
previsto da Stanishev. Per giunta, in adeguamento agli indici fissati da Eurostat,
la soglia di povertà è stata elevata di 7 euro, raggiungendo gli 83 euro pro-capite.
Siamo in Europa, si sa: qui è fuori moda essere poveri.
Candidati 428 ex agenti segreti. Le amministrative chiameranno al voto 7 milioni di bulgari su otto milioni di
abitanti. Dalla caduta del regime comunista nel 1989, è la quinta volta che si
tengono elezioni democratiche di sindaci e giunte comunali. Secondo quanto reso
noto dalla commissione che fa luce sugli ex servizi segreti, chiamati Derzhavna
Sigurnost (Ds), 428 candidati alle amministrative sarebbero proprio ex agenti
dei servizi. Tra di loro, anche il candidato a sindaco di Sofia del partito socialista
(Psb), Brigo Asparukon. Secondo gli osservatori, le elezioni saranno tutt'altro
che un trionfo per il Psb, che governa dal 2005 con il Movimento Simone Secondo
(centrodestra) e il Movimento per i diritti e la libertà (il partito liberale
della minoranza turca).
Luca Galassi