Le forze armate pachistane hanno rotto gli indugi, attaccando
in forze questa mattina il quartier generale di Maulana Fazlullah: il leader delle
milizie filo-talebane che controllano la remota e pittoresca Valle di Swat. L’offensiva,
ancora in corso, è stata ordinata in seguito al sanguinoso attacco suicida che
ieri a Mingora, la principale città della zona, ha ucciso diciassette soldati
e
quattro civili.
Bombe su Fazullah.
Nella notte, l’esercito ha preso posizione sulle colline circostanti il
villaggio di Imamdheri, roccaforte di Fazullah, e questa mattina ha iniziato a
bombardare con mortai ed elicotteri la sede del suo partito armato, il
Tehreek
e-Nafaz e-Shariat e-Mohammadi (Tnsm), Movimento per l’applicazione della
legge di Maometto. I residenti riferiscono di forti esplosioni, violenti
scontri a fuoco ed elicotteri militari che sorvolano la zona. Per ora non si
hanno notizie sulle vittime degli scontri. L’edificio sotto attacco è quello da
cui Fazullah nei giorni ha lanciato i suoi proclami radiofonici per incitare la
popolazione della Valle di Swat ha combattere contro le forze governative.
Una guerra per
procura. All’inizio della settimana, il presidente Pervez Musharraf ha
inviato più di duemila soldati nella Valle di Swat. Negli ultimi mesi la Casa
Bianca ha esercitato fortissime pressioni su Musharraf affinché ordinasse una
decisa offensiva militare contro quelle che Washington ritiene la retrovia
della guerriglia talebana afgana e il più probabile nascondiglio dei leader di
al Qaeda, compreso lo stesso Osama bin Laden. Gli Stati Uniti hanno sempre giudicato
inefficaci le operazioni militari pachistane nelle Aree Tribali, che dal 2004
a
oggi hanno provocato migliaia di morti – in gran parte civili – senza minimamente
indebolire le milizie filo-talebane pachistane, che anzi oggi minacciano la
stabilità dell’intero Pakistan.
E.P.