25/10/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Mosca vuole limitare il ruolo degli osservatori alle legislative del 2 dicembre

Assemblea dell'OsceIl Cremlino ha avviato una campagna diplomatica per limitare le attività degli osservatori internazionali a poco più di un mese dalle elezioni parlamentari, previste il 2 dicembre prossimo. In aggiunta, Putin ha deciso di congelare i prezzi dei generi alimentari, apparentemente con l'intento di contrastare l'inflazione, in realtà per raffreddare il malcontento popolare nel surriscaldato clima pre-elettorale. Secondo le voci che ormai da settimane circolano nei corridoi dell'Osce (l'Organizzazione europea per la Sicurezza e la Cooperazione), riprese dal New York Times e da altre testate internazionali, l'obiettivo di Mosca è quello di ridurre l'entità degli osservatori, da alcune centinaia a poche decine, oltre al divieto di pubblicare rapporti nei giorni immediatamente successivi alle elezioni. Gli analisti leggono tale gesto come uno degli ultimi tentativi del Cremlino di rinegoziare gli standard di governance e di cooperazione internazionale fissati dopo il crollo dell'Unione sovietica.

L'uomo forte del CremlinoPressioni diplomatiche. Ancora non è chiaro come Mosca possa forzare la mano dell'organizzazione, composta da 55 Paesi. Perchè le sue deliberazioni vengano approvate, l'Osce ha infatti bisogno dell'unanimità di tutti gli Stati membri. La proposta del Cremlino è stata sottoscritta da altre sei repubbliche ex-sovietiche: Armenia, Bielorussia, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan e Uzbekistan. La pressione di Mosca potrebbe farsi sentire al prossimo incontro dei ministri degli Esteri dell'Osce, in programma a Madrid il 28 e 29 novembre prossimi. In quella sede, l'azione di lobbying sarebbe finalizzata a ottenere concessioni da alcuni Paesi per indebolire le attività degli osservatori. Ma Mosca può anche agire unilateralmente, e fissare d'imperio le condizioni che dovrebbero disciplinare entità e attività della missione Osce. Nelle scorse elezioni per il rinnovo della Duma nel 2003, Mosca invitò gli osservatori tre mesi prima. Quest'anno, a poco più di un mese, l'invito non è ancora arrivato a Vienna, sede dell'organismo. Christian Strohal, il diplomatico austriaco a capo dell'Osce, ha descritto la mossa del Cremlino come un "tentativo per ridefinire, o meglio, destrutturare, 10 anni di attività di uno degli organismi di controllo elettorale più credibili". Non è stato trovato l'accordo neppure per l'invio di un ristretto gruppo di osservatori per definire la natura e la dimensione della missione.

Elezioni in Ucraina nel 2003Il successore? Viktor Zubkov. La scelta di bloccare i prezzi dei generi alimentari segue le recenti proteste dei consumatori, che si sono visti raddoppiare in un anno il prezzo di generi come pane, olio, uova, latte. All'origine dei rincari, secondo il Primo ministro Zubkov, ci sarebbe una lunga catena di speculatori, che, nonostante i raccolti record per l'agricoltura, preferiscono prodotti d'importazione per ritagliarsi fette più ampie di guadagno. Oltre a questi, c'è un racket dei mercati, composto da 'cartelli' di produttori che fissano i prezzi in forma autonoma. Ci sono poi i burocrati, che anche loro rivendicano la loro quota di guadagni. L'inflazione minaccia di tornare sopra il 10 per cento su base annua, e il malumore è sempre più strisciante. Da qui, la decisione. Frenare la perdita del potere d'acquisto, ma frenare soprattutto il malcontento delle classi popolari a ridosso del 2 dicembre e del 2 marzo 2008, data delle elezioni presidenziali. Misure demagogiche, per ora, in attesa di conoscere il nome del candidato che Putin, salvo emendamenti costituzionali che potrebbero consentirgli di correre per un terzo mandato, appoggerà una volta iniziata la campagna. Il mese scorso, Putin ha indicato proprio in Viktor Zubkov uno dei sei probabili candidati alla presidenza.

Luca Galassi

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