stampa
invia
Scontri violenti. Le forze speciali
turche hanno annunciato di aver ucciso, due giorni fa, 30 miliziani
curdi a Semdinli, mentre questi preparavano un attacco in grande
stile contro una caserma militare della cittadina. Sempre i militari
turchi hanno affermato che, la scorsa notte, un altro attacco dei
ribelli del Pkk è stato respinto dopo pesanti combattimenti
nella cittadina di Hakkari, sempre contro una caserma di gendarmi.
Nessuna fonte del Pkk ha confermato.
La diplomazia arranca. ''Noi siamo totalmente determinati a
intraprendere tutti i passi necessari per mettere fine a questa
minaccia. L'Iraq non dovrebbe essere una fonte di minaccia per i suoi
vicini. Benché noi rispettiamo l'unità e l'integrità
territoriale dell'Iraq, la Turchia sta perdendo la pazienza e non
tollererà l'uso del territorio iracheno per gli obbiettivi
delle attività terroriste'', ha tuonato oggi il presidente
turco Abdullah Gul. ''Siamo pronti a tutto'', ha tuonato Gul, al
quale oggi ha risposto il Pkk con una dichiarazione di Abdul Rahman
Al-Ciaderci, membro dell'ufficio politico del Pkk e responsabile dei
rapporti internazionali, che ha dichiarato: ''Siamo pronti ad
accogliere positivamente qualsiasi proposta di soluzione politica del
conflitto con la Turchia, ma hanno anche adottato tutte le misure
militari necessarie. Siamo pronti a colpire in profondità in
tutto il territorio turco e non solo in Kurdistan”. Christian Elia