Una serie di relazioni pericolose tra il governo e quello israeliano complicano ulteriormente il panorama colombiano
Scritto per noi da
Simone Bruno
La detenzione con l’accusa di terrorismo di due membri della comunità di S.José
de Apartadó non è che l’ultimo esempio di una serie di relazioni pericolose che
esistono tra il governo colombiano e quello israeliano.
Arley Tuberquia e Marta Vásquez erano stati scelti dalla comunità per partecipare
a un pellegrinaggio in favore della pace in Israele e Palestina. A invitarli
era stata Middleway, una organizzazione pacifista israeliana. Ma arrivati all’aereoporto
di Tel Aviv sono stati trattenuti con l’accusa di appartenere a un gruppo terrorista.
Nonostante la Oea. La comunità di pace di S.José è stata vittima in passato di ogni tipo di violenza
da parte di tutti gli attori armati del conflitto colombiano, è stata candidata
al premio Nobel per la pace e ha vinto numerosi altri riconoscimenti internazionali.
Nonostante la Oea (Organizzazione degli stati americani) abbia obbligato il governo
colombiano a difendere la Comunità, si è appreso da poco che esponenti del battaglione
XVII dell’esercito sono stati coinvolti nel massacro di Luis Eduardo
Guerra e della sua famiglia. La comunità stessa aveva denunciato sin dall’inizio
i militari del controverso battaglione.
Luis Eduardo era il leader della comunità ed è stato trovato squartato a colpi
di macete insieme a sua moglie, suo figlio di 11 anni e altre 4 persone tra cui
due bambini di 6 e 2 anni nel febbraio del 2005.
Compiti. Le relazioni tra i due paesi si sono rinforzate quando, recentemente, il ministro
dell’Interno, Manuel Santos, ha annunciato di essersi affidato a un gruppo di
ufficiali israeliani per addestrare le forze armate.
Le dichiarazioni arrivavano mentre si facevano sempre più forti le voci sulla
presenza di gruppi di mercenari nel paese, tra cui quelli che le Farc (Fuerzas
armadas revolucionarias colombianas) avevano accusato di aver attaccato l’accampamento
dove sono morti gli 11 deputati regionali tenuti prigionieri.
Il gruppo di ex ufficiali raccomandati direttamente a Santos da Shlomo Ben Ami
è
composto da un generale, due colonnelli, alcuni ufficiali minori e tre traduttori
argentini.
La loro base di operazione è Tolemaida in Cundinamarca e i loro compiti sono
di migliorare l’intelligence e i processi di comando, controllo e utilizzo delle
informazioni.
Paras. Ci si domanda perché il ministero non sia ricorso direttamente al governo israeliano,
invece che a un gruppo di
contrattors, esenti quindi da ogni controllo statale.
Il costo dell’operazione si aggirerebbe intorno ai 10 milioni di dollari.
Tutta la situazione ricorda molto il caso, tristemente noto, di un altro gruppo
di ex ufficiali israeliani in Colombia. Quelli guidati da Yair Klein, che da poco
catturato
in Russia è in procinto di essere estradato in Colombia.
L’ex ufficiale fu contattato dal “Mexicano”, numero due di Pablo Escobar nel
cartello di Medellin, con lo scopo di addestrare un gruppo di sicari.
Quel gruppo si è poi trasformato nel tempo nei tristemente noti Paramilitari
di Cordoba e Urabá (Accu) che hanno guidato il processo di conformazione delle
Auc, ossia la organizzazione paramilitare più reazionaria e violenta dell’ intero
continente. Proprio gli allievi di Klein, come Carlos Castaño, sono stati i capi
delle Auc fino al loro scioglimento.
Non è casuale che la Colombia sia da molti considerata l’Israele del Sud America
a causa del suo ruolo di destabilizzatore della regione, dei suoi metodi che poco
badano ai diritti civili e degli ingenti aiuti militare generosamente elargiti
da Washington.