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I fatti. Ieri la polizia
locale ha dovuto affrontare scontri a fuoco contro l'esercito del
Mahdi, la milizia controllata da Moqtada Sadr che, a un certo punto
della serata, annunciava di aver preso il controllo della città.
Secondo l'emittente al Jazeera il capo della polizia locale, Muhammad
Qaji, è stato costretto alla fuga e per qualche ora i
miliziani sciiti hanno presidiato i palazzi del potere e le vie del
centro al posto della polizia. Il bilancio degli scontri sarebbe di
quattro morti e almeno dieci feriti. Pare inoltre che i miliziani
abbiano catturato 50 agenti della sicurezza. Stando alle prime
ricostruzioni la battaglia è iniziata quando la polizia ha
fermato uno dei capi dell'esercito del Mahdi, apparentemente per una
violazione stradale, e lo ha arrestato. A quel punto i miliziani
sadristi hanno attaccato la polizia per liberarlo, inssescando
scontri a fuoco in diverse parti della città, in particolare
nel quartiere al-Andalus e attorno al quartier generale delle forze
di sicurezza. La situazione è stata riportata
sotto controllo grazie alla mediazione del generale Mohan Firaji,
comandante delle forze di sicurezza irachene a Bassora. “é
stato un incidente, un malinteso” ha poi dichiarato Haider Jaberi,
un membro dell'esercito del Mahdi.
Milizie sciite contro.
La “scaramuccia” di ieri tra milizie e sicurezza
irachena è scoppiata per un motivo di poco conto ma si è
conclusa con una schiacciante dimostrazione di superiorità da
parte delle milizie, che tra l'altro si ritiene abbiano ampiamente
infiltrato la polizia irachena. Negli ultimi mesi Bassora è
stata teatro di scontri tra i diversi gruppi sciiti: che fanno capo
al partito di Sadr, al Supremo Consiglio Islamico Iracheno e al
Fadhila, che governa ufficialmente la provincia. Mentre le forze
britanniche dallo scorso settembre si sono ritirate in una base
fortificata fuori dall'abitato di Bassora e hanno avviato un
progressivo ridimensinamento del contingente. Finchè la
polizia non sarà in grado di controllare il territorio la
situazione nella città, ambita da tutte le fazioni sciite e
filo-iraniane per le sue immense risorse petrolifere, è
destinata a rimanere incendiaria. I britannici tuttavia non mostrano
particolare preoccupazione. Dopo gli scontri il maggiore
Jamie Halford-Macleod, uno dei portavoce del contingente di Londra,
ha dichiarato che “manteniamo la responsabilità complessiva
sulla provincia di Bassora, e risponderemo come riterremo sia
necessario”. Il contingente britannico non è in grado di gestire la sicurezza
dell'intera provincia meridionale e mantiene la sua presenza nelle basi solo per
controllare i pozzi, gli oleodotti e le raffinerie. La popolazione civile si trova
sempre più spesso
tra due fuochi, ma per le forze della coalizione e il governo di Baghdad l'importante
è che il petrolio del sud non finisca nelle
mani delle milizie sciite, o peggio, degli iraniani.
Naoki Tomasini