23/10/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Si chiude a Roma Eucoco 2007, la conferenza internazionale per la questione del Sahara Occidentale
scritto per noi da
Giulio Maria Piantadosi

Positivi passi avanti sul piano internazionale, denuncia delle violazioni dei diritti umani nei territori occupati dal Marocco, più attenzione alle condizioni di vita nei campi profughi. Sono questi i temi discussi a Eucoco2007.

Per un futuro migliore.
L’appuntamento di Roma si è aperto con un incontro importante: quello tra Mohamed Abdelaziz, leader del Fronte Polisario e presidente della Repubblica Araba Saharawi, e il Ministro degli Esteri Massimo D’Alema. Mai prima d’ora un ministro europeo aveva accettato di incontrare il capo dei saharawi. Un successo importante, che segue la decisione della Camera dei Deputati di impegnare il governo italiano a riconoscere la Repubblica Saharawi e a conferire lo status diplomatico ai rappresentati in Italia del Fronte Polisario.
A Eucoco i saharawi hanno portato anche un altro importante risultato: la ripresa, da giugno scorso, dei colloqui di pace col Marocco.
Non trova sbocco, invece, la crisi dei diritti umani nei territori occupati. Da lì vengono gli attivisti saharawi Ali Salem Tamek, Brahim Nouria, Hmade Hammad. Sono stati più volte incarcerati, processati, torturati. “A Smara, El Aiun, Dajla basta sventolare una bandiera per essere arrestati”, dice Brahim Nouria, uno di loro. “Abbiamo avuto molta difficoltà a capire l’intifada e a dargli visibilità”, dice Nicola Quatrano, magistrato e osservatore internazionale nei processi contro i saharawi. “Il Sahara Occidentale rischia di diventare il nuovo Bantustan dell’Africa”, denuncia l’ambasciatore sudafricano ad Algeri, “per questo il Sud Africa ha deciso di ospitare nel 2008 una conferenza internazionale sulle violazioni dei diritti umani nei territori occupati”. Per denunciare questa situazione sono venuti a Roma anche alcuni membri dell’Associazione marocchina per la difesa dei diritti umani.

il presidente abdelazizProgrammi ambiziosi. Portare la questione del Sahara Occidentale alla conferenza Ue – Africa che si terrà a dicembre a Lisbona e fare pressione sulla Francia, che quest’anno avrà la presidenza dell’Unione Europea. Sono questi gli obiettivi politici per il 2008, spiega Pierre Galand, europarlamentare e presidente dell’Eucoco, che sottolinea come all’incontro di Roma ci sia stata una partecipazione maggiore di quella degli anni scorsi, con delegazioni dal Sud Africa a Timor Est, dal Messico all’Algeria.
Oltre alle questioni politiche nella Conferenza di Roma si discute anche di cooperazione e aiuti umanitari ai profughi che vivono nei campi in Algeria. “Da due anni il Programma Alimentare Mondiale dell’Onu manda gli aiuti a singhiozzo e spesso abbiamo problemi a ricostituire le scorte di cibo”, denuncia il ministro della Cooperazione saharawi. Una vera e propria crisi alimentare con ripercussioni forti sulla fragile vita nei campi profughi. “Chiediamo ai paesi europei di investire in programmi di microcredito, per permettere lo sviluppo di una economia equilibrata ed evitare disuguaglianze tra chi vive solo degli aiuti internazionali e quelli che hanno avviato un piccolo commercio e attraverso questo riescono ad acquistare cibo”, conclude il ministro. E le difficoltà si stanno allargando anche al campo della sanità. Molti giovani che studiano all’estero, soprattutto i medici, spesso si fermano in Europa per migliorare le loro condizioni di vita. “Nel giro di pochi anni il numero di impiegati nelle strutture sanitarie è calato drasticamente”, dice una infermiera saharawi, “dobbiamo invogliarli a tornare più spesso e riformare la nostra sanità perché così non può più funzionare”.
“Tutti questi problemi potrebbero essere risolti in poco tempo se il Marocco la smettesse di pretendere l’autonomia come unica soluzione possibile. Rabat deve accettare un referendum di autodeterminazione. Il popolo saharawi deve avere il diritto di scegliere tra autonomia e indipendenza: quando avrà scelto, noi accetteremo il risultato, qualsiasi esso sia”, conclude Abdelaziz, pensando già ai prossimi negoziati con il Marocco, a novembre a Ginevra.