Si chiude a Roma Eucoco 2007, la conferenza internazionale per la questione del Sahara Occidentale
scritto per noi da
Giulio Maria Piantadosi
Positivi passi avanti sul piano
internazionale, denuncia delle violazioni dei diritti umani nei
territori occupati dal Marocco, più attenzione alle condizioni
di vita nei campi profughi. Sono questi i temi discussi a
Eucoco2007.
Per un futuro migliore.
L’appuntamento di Roma si è aperto con un incontro
importante: quello tra Mohamed Abdelaziz, leader del Fronte Polisario
e presidente della Repubblica Araba Saharawi, e il Ministro degli
Esteri Massimo D’Alema. Mai prima d’ora un ministro europeo aveva
accettato di incontrare il capo dei saharawi. Un successo importante,
che segue la decisione della Camera dei Deputati di impegnare il
governo italiano a riconoscere la Repubblica Saharawi e a conferire
lo status diplomatico ai rappresentati in Italia del Fronte
Polisario.
A Eucoco i saharawi hanno
portato anche un altro importante risultato: la ripresa, da giugno
scorso, dei colloqui di pace col Marocco.
Non trova sbocco, invece, la crisi dei
diritti umani nei territori occupati. Da lì vengono gli
attivisti saharawi Ali Salem Tamek, Brahim Nouria, Hmade Hammad. Sono
stati più volte incarcerati, processati, torturati. “A
Smara, El Aiun, Dajla basta sventolare una bandiera per essere
arrestati”, dice Brahim Nouria, uno di loro. “Abbiamo avuto molta
difficoltà a capire l’intifada e a dargli visibilità”,
dice Nicola Quatrano, magistrato e osservatore internazionale nei
processi contro i saharawi. “Il Sahara Occidentale rischia di
diventare il nuovo Bantustan dell’Africa”, denuncia
l’ambasciatore sudafricano ad Algeri, “per questo il Sud Africa
ha deciso di ospitare nel 2008 una conferenza internazionale sulle
violazioni dei diritti umani nei territori occupati”. Per
denunciare questa situazione sono venuti a Roma anche alcuni membri
dell’Associazione marocchina per la difesa dei diritti umani.
Programmi ambiziosi. Portare la
questione del Sahara Occidentale alla conferenza Ue – Africa che si
terrà a dicembre a Lisbona e fare pressione sulla Francia, che
quest’anno avrà la presidenza dell’Unione Europea. Sono
questi gli obiettivi politici per il 2008, spiega Pierre Galand,
europarlamentare e presidente dell’
Eucoco, che sottolinea
come all’incontro di Roma ci sia stata una partecipazione maggiore
di quella degli anni scorsi, con delegazioni dal Sud Africa a Timor
Est, dal Messico all’Algeria.
Oltre alle questioni politiche nella
Conferenza di Roma si discute anche di cooperazione e aiuti umanitari
ai profughi che vivono nei campi in Algeria. “Da due anni il
Programma Alimentare Mondiale dell’Onu manda gli aiuti a singhiozzo
e spesso abbiamo problemi a ricostituire le scorte di cibo”,
denuncia il ministro della Cooperazione saharawi. Una vera e propria
crisi alimentare con ripercussioni forti sulla fragile vita nei campi
profughi. “Chiediamo ai paesi europei di investire in programmi di
microcredito, per permettere lo sviluppo di una economia equilibrata
ed evitare disuguaglianze tra chi vive solo degli aiuti
internazionali e quelli che hanno avviato un piccolo commercio e
attraverso questo riescono ad acquistare cibo”, conclude il
ministro. E le difficoltà si stanno allargando anche al campo
della sanità. Molti giovani che studiano all’estero,
soprattutto i medici, spesso si fermano in Europa per migliorare le
loro condizioni di vita. “Nel giro di pochi anni il numero di
impiegati nelle strutture sanitarie è calato drasticamente”,
dice una infermiera saharawi, “dobbiamo invogliarli a tornare più
spesso e riformare la nostra sanità perché così
non può più funzionare”.
“Tutti questi problemi potrebbero
essere risolti in poco tempo se il Marocco la smettesse di pretendere
l’autonomia come unica soluzione possibile. Rabat deve accettare un
referendum di autodeterminazione. Il popolo saharawi deve avere il
diritto di scegliere tra autonomia e indipendenza: quando avrà
scelto, noi accetteremo il risultato, qualsiasi esso sia”, conclude
Abdelaziz, pensando già ai prossimi negoziati con il Marocco,
a novembre a Ginevra.