23/10/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Messico, un nuovo progetto Usa denominato Plan Mexico vuole combattere il giro d'affari delle bande criminali dedite al traffico internazionale di stupefacenti.
  
Che il governo degli Stati Uniti d'America fosse in sintonia con quello messicano lo si sapeva. Che le due amministrazioni collaborassero da diverso tempo in materia di lotta all'immigrazione clandestina, pure. Adesso, però, un'altra collaborazione fra i due stati si prospetta all'orizzonte: quella per la lotta al narcotraffico.

Un cunicolo sotterraneo usato dai narcos per portare droga dal Messico agli UsaE' stato lo stesso Bush a chiedere al congresso Usa di approvare un piano di aiuti destinato alla lotta al narcotraffico in Messico.
La somma stabilita, circa 350 milioni di euro, rientrerà nel piano denominato Plan Mexico e servirà all'acquisto di nuove tecnologie, anche militari, e all'addestramento degli uomini dell'esercito messicano.
Un comunicato fornito direttamente da Washington spiega: “Gli Usa faranno di tutto per appoggiare gli sforzi del Messico e porre fine al potere e all'impunità delle organizzazioni criminali che si dedicano al traffico internazionale di stupefacenti”.
Anche se del Plan Mexico non si conoscono a fondo i dettagli, si sa che i 350 milioni di dollari serviranno soprattutto all'acquisto di elicotteri, utili per le pattuglie aeree e armamenti militari a combattere la battaglia contro i trafficanti.
 
Operazione antidroga in MessicoI dubbi. Inoltre, fanno sapere dalla Casa Bianca, fondamentale sarà la collaborazione fra le due polizie e i due eserciti che creeranno un sistema di intercambio informativo e seguiranno corsi comuni di addestramento.
Ma i più attenti analisti vedono nel Plan Mexico anche la possibilità di maggiore controllo degli Usa sui loro confini in modo da mantenere alto il livello d'attenzione contro l'immigrazione clandestina. Ma i dubbi sull'effettiva validità del progetto, simile al Plan Colombia che ha causato più danni che effetti positivi nel Paese sudamericano, arrivano anche dai membri democratici del Congresso Usa che nutrono seri dubbi sulla sua reale fattibilità.

Alessandro Grandi

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