22/10/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Xi Jinping e Li Keqiang. Questi i nuovi dei giovani 50enni rampanti che erediteranno il potere da Hu Jintao
di gianluca Ursini
 
il Politburo canta l'inno nazionaleFormazione titolare Hu Jintao,Wu Bangguo, Wen
Jiabao, Jia Qinglin, Li Changchun, Xi Jinping, Li Keqiang, He Guoqiang, Zhou Yongkang: questi i nomi del nuovo Comitato permanente del partito Comunista cinese, che ha chiuso oggi i battenti a Pechino, con il rientro dei 2.400 delegati nelle province del vasto Impero di Mezzo. Due sono rispettivamente Presidente del partito e premier. Quattro sono le nuove leve che subentrano: Xi, Li, Guoqiang e Yongkang. Sancito il ricambio definitivo ai vertici, con i tre anziani legati a Jiang Zemin che escono per raggiunti limiti d'età. Soprattutto il saluto dell'81enne Zeng Qinghong, braccio destro di Jiang per anni alla presidenza, è stato il definitivo via libera: gli uomini del presidente-ingegnere Hu possono dare il nuovo corso, il nuovo Sol dell'avvenire per i 73 milioni di affiliati al PcC (su 1miliardo e oltre 300 milioni di cinesi)
  

protestante arrestato fuori dalla Sala del popolo a PechinoVeri rampanti Hu Jintao ha ricevuto l'investitura dai delegati per altri 5 anni a capo del Partito e delle Forze armate, (e presidente della Repubblica popolare)mentre Wen Jiabao si conferma premier del Governo. La corsa è aperta per  la successione all'attuale diarchia, anche se i rigorosi cerimoniali comunisti hanno aperto spiragli alle interpretazioni sulle gerarchie di valori tra i  delfini emergenti. I 9 membri del rinnovato Comitato permanente si sono fatti avanti per presentarsi ai compagni, in giacca scura e cravatta rosso smagliante, sul palco del Teatro del Popolo addobbato con falce e martello. Se George Orwell avesse potuto assistere da cronista a questa XVIIesima edizione del Congresso avrebbe commentato: “I compagni sono tutti uguali, ma alcuni compagni sono più uguali degli altri”. Nella fila dei 9 membri del Comitato, due sono avanzati più degli altri a salutare i delegati: Xi Jinping e Li Keqiang, i veri rampanti.

si chiude baracca, tutti a casaTra Shangai e Dalian Espressione della nuova generazione di leader del PcC, niente più falce e martello, ma lauree al Politecnico e Master in Business negli Usa, i reggenti del partito rispettivamente nella regione di Shangai e in quella di Liaoning, confine nordEst con le Coree, hanno guadagnato universale stima per le conquiste economiche delle regioni da loro amministrate. Xi per aver saputo conciliare, secondo le indicazioni di Hu, una crescita sfrenata al contrappeso con l'equità sociale verso i 15 milioni di contadini che ogni anno si riversano sulla costa. Senza permesso di lavoro, per cercare una occupazione remunerata 8 volte più della loro fatica nei campi. “Crescita armoniosa della società” secondo i dettami della dirigenza. Xi è visto da tutti come il probabile successore di Hu nel 2012, nonostante sia un fedele delfino, da prima della presidenza, del predecessore Jiang Zemin, il primo di Shangai a dirigere il partito, nonche il compagno che ha dato la svolta maggiormente liberista ai pain iquinquennali del PcC. Li invece è stato destinato ad un compito duro, riallineare in Liaoning le città principali, Dalian sulla costa e il capoluogo Shenyang, allo sviluppo impetuoso della cost sudorientale, in una regione finora fuori dallo sviluppo a doppia cifra.Liaoning, o l'antica Manciuria, da dove era partita la conquista dell'ultima dinastia regnante, i Chi'ng, pativa da 15 anni le forti ristrutturazioni all'industria pesante della zona, decisa dal Comitato capeggiato da Jang Zemin. Liaoning adesso cresce a ritmi costanti da 5 anni, e la reputazione di Li nel partito di pari passo: è stato il più fotografato e il più ricercato dai cronisti stranieri in questa settimana di Congresso.

Progresso e Ambiente “I compagni Xi Linping e Li Keqiang sono abbastanza giovani", ha detto Hu dei due 50enni, per non fare apparire la cerimonia come una formale investitura; l'attenzione dei delegati è stata sviata sulla nuova parola d'ordine di Hu, che ha visto una votazione plebiscitaria approvare i suoi nuovi diktat per lo sviluppo economico dei prossimi 5 anni. Oltre al proseguire sulla “crescita armoniosa” per non lasciare indietro province arretrate e quei 600 milioni di contadini tagliati fuori dall'assistenza medica e da salari decenti, c'è anche da “interrogarsi scientificamente sulla natura dello sviluppo”. Formula burocratica inventata dall'ingegnere Hu per chiarire che “il progresso economico non può andare a discapito del benessere del nostro ambiente naturale”. Anche se vorrà dire perdere qualche punto percentuale di crescita e produrre qualche milione di scarpe in meno.
 

Gianluca Ursini

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