Ventiquattro cadaveri sono stati rinvenuti sulle spiagge del Messico meridionale. Probabilmente arrivavano dai Paesi del Centro America e sperimentavano una nuova rotta via mare.
I 24 cadaveri di clandestini ritrovati sulle spiagge messicane rivelano che le
nuove rotte per arrivare negli Usa sono più pericolose di quelle utilizzate nei
decenni passati dai trafficanti. Il problema immigrazione riguarda soprattutto
i Paesi del Centroamerica e del Caribe.
Ventiquattro vite spazzate via mentre tentavano di acciuffare il sogno che dal
cassetto della vita si materializzava sotto i loro occhi.
Ventiquattro corpi senza vita di uomini adulti presumibilmente provenienti dai
paesi più poveri del centro america, Honduras, El Salvador, Panama, Belizie o
Guatemala, si sono spiaggiati sulle coste meridionali del Messico, nello stato
di Oaxaca.
Un'immagine raccapricciante, e per certi versi desolante quella che si è presentata
davanti agli occhi dei soccorritori, frutto di un'evidente naufragio da parte
della barca sulla quale viaggiavano. Del mezzo che li avrebbe condotti verso l'eldorado,
nessun segno.
Le autorità della protezione civile dello Stato di Oaxaca sono concordi: è possibile
che i corpi riemersi dalle acque non siano solo quelli ritrovati: potrebbero essercene
degli altri. Chissà, infatti, quanti clandestini potevano essere a bordo della
lancia, che le autorità sapevano essere in transito e in difficoltà nelle acque
messicane.
Intanto restano molti dubbi su come sia potuta accadere questa tragedia. Il capo
della Protecion Ciudadana, Sergio Segreste, ha fatto sapere che il naufragio potrebbe essere stato causato
dal maltempo che da un po' di giorni imperversa nella zona, o addirittura all'eccessivo
sovrappeso della barca. Inoltre, Segreste ha voluto confermare, anche se a dire
il vero non ce ne sarebbe stato bisogno, che i cadaveri ritrovati sarebbero di
cittadini clandestini e non di origini messicane.
Le rotte. E' purtroppo sempre in aumento il numero di cittadini del Centro America che
migrano verso quello che considerano il futuro migliore possibile: gli Stati Uniti
d'America. Dopo aver utilizzato per decenni le classiche rotte dei clandestini
quelle che prevedevano passaggi difficilissimi via terra ai confini fra Guatemala
e Messico o lungo la linea di confine desertico fra Usa e Messico, oggi le rotte
sono cambiate.
Se un tempo i cittadini cubani che decidevano di scappare dall'isola avevano
la possibilità di raggiungere Miami via mare in un tempo ragionevole e con rischi
calcolati, dopo l'intensificarsi dei controlli da parte delle forze anti immigrazione
clandestina Usa, anch'essi hanno deciso di cambiare rotta, puntare verso il golfo
del Messico, entrare nel Paese di Zapata e da lì proseguire, sotto il comando
di spietati trafficanti di uomini, verso casa dello Zio Sam.
Con l'aumento dei controlli anche i trafficanti si sono dovuti adattare e andare
alla ricerca di nuove rotte per evitare i punti dove i controlli delle autorità
degli uffici di immigrazione sono più rigidi.
E allora via direttamente per mare, come potrebbe essere accaduto ai 24 sfortunati
clandestini morti, per tentare di approdare direttamente sulle coste Usa. E comunque,
sia che il viaggio vada a buon fine, sia che abbia un epilogo tragico, i trafficanti
di uomini hanno in media già intascato 5.000 dollari per ogni “viaggiatore”. Un
prezzo che a volte vale una vita.