19/10/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Nulla di nuovo nella Svizzera che vota: vittoria scontata per l'Svp

Orgoglio elveticoDeve essere stata la campagna elettorale lanciata in grande stile alcuni mesi fa. Fatto sta che l'Unione Democratica di Centro (Svp) si presenta come il grande favorito delle elezioni di domani per il rinnovo del Parlamento confederale svizzero. La formazione ha guadagnato 5 punti nei sondaggi, dal giugno scorso, portandosi al 27 per cento del gradimento tra gli elettori elvetici. Ultranazionalista, conservatore, xenofobo, il Partito guidato dall'industriale Christoph Blocher, attuale ministro degli Esteri, sarà il leader assoluto delle elezioni di domani. L'Svp, che governa il Paese con altri tre partiti in quella che viene definita la 'formula magica' svizzera, ovvero la coalizione che dal '59 regge le sorti del Paese, ha affidato ad una campagna elettorale incentrata su fiducia nel futuro, meno burocrazia, meno vincoli per le imprese, maggiore libertà per cittadini e aziende. Ma, soprattutto, su un protezionismo che da un lato esalta l'identità svizzera con tutto il suo apparato di folklore alpino, dall'altro auspica la protezione dei confini dalle minacce esterne. Inclusa l'invasione degli immigrati.

Indignazione. L'abuso sembra essere l'ossessione, l'esclusione la soluzione. Questo il messaggio di una campagna che risponde in pieno alle esigenze dell'elettorato. Ad abusare sono i 'falsi invalidi', che gravano sulle assicurazioni statali, i 'parassiti', che sfruttano l’assistenza sociale, i giovani delinquenti, che approfittano del lassismo legale. E poi gli stranieri, sempre nell'occhio dell’Svp, che abusano pure del diritto di asilo, dell’ospitalità, della Svizzera in generale. Vanno quindi esclusi, come indica uno dei manifesti elettorali del partito di destra, quello più criticato, che ha creato pesanti polemiche e sollevato reazioni indignate in Svizzera e all’estero, sia negli altri partiti politici che nelle comunità minoritarie, dalla presidente della Confederazione al relatore dell’Onu sul razzismo.

Più sicurezzaPecora nera. Il manifesto ritrae tre pecore bianche sullo sfondo rossocrociato della bandiera svizzera. Una di loro scalcia fuori una pecora nera. 'Creare sicurezza' è lo slogan. Il testo che accompagna il poster recita: "Care concittadine svizzere, cari concittadini svizzeri, in quasi nessun altro paese vivono tanti stranieri come in Svizzera. Una gran parte di loro rispetta le nostre leggi. Troppi stranieri abusano tuttavia della nostra ospitalità. Commettono delitti gravi, minacciano la nostra proprietà, come pure la nostra salute e la nostra vita". Nel testo che accompagna il poster, sono riportati alcuni dati tratti delle statistiche di polizia del 2005 da cui risulta che il 52.8% dei delitti in Svizzera sono commessi da stranieri. In un'altro messaggio video dell'Svp, si evidenzia il contrasto tra una Svizzera 'paradisiaca', nella quale il treno arriva puntuale e le famiglie fanno scampagnate in montagna, e una 'infernale' nella quale le donne sono velate, i giovani immigrati attaccano le ragazze e le persone di colore bighellonano agli angoli delle strade con le mani in mano.

Il ministro degli Esteri BlocherBraccia indesiderate. Il messaggio ha richiamato l'attenzione del relatore speciale sul razzismo delle Nazioni Unite, il senegalese Doudou Diene, che ha chiesto una spiegazione ufficiale all'Unione Democratica di Centro. "Le Nazioni Unite non dovrebbero immischiarsi nella politica svizzera - è stata la risposta di Matias Mueller, portavoce dell'Svp -. Abbiamo libertà di parola nel nostro Paese, e ovviamente il signor Diene non ha compreso la nostra cultura e la nostra democrazia". Con la scontata vittoria dell'Svp alle elezioni di domani, forse la cultura e la democrazia svizzera saranno un po' più povere. E forse anche l'economia, se è vero che le braccia straniere compongono da sole il 30 per cento della manodopera, soprattutto negli alberghi e nei ristoranti di quelle valli alpine tanto care a Blocher.

Luca Galassi

creditschi siamoscrivicicollaborasostienicipubblicità