18/10/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Il colonnello restituisce beni espropriati con la rivoluzione e compra casa alla vedova di Arafat
Il colonnello Gheddafi non smette mai di stupire. Questa volta il leader libico riesce a ottenere l'attenzione dell'opinione pubblica internazionale con un gioco incrociato di immobili. Prima decide di restituire alla regina della Libia la sua casa, poi compra una casa a Malta per la vedova di Arafat.

gigantografia di gheddafiUn mattone sul passato. La prima mossa è stata quella di martedì scorso, quando un decreto del governo di Tripoli ha restituito, dopo l'esproprio rivoluzionario del 1969, una sontuosa abitazione nella capitale a Fatma Cherif, l'ex regina libica, moglie di re Idriss Senussi, deposto da Gheddafi e dagli altri militari golpisti. L'iniziativa è stata presa, come accade sempre più spesso, da quella Fondazione Gheddafi guidata da Saif al-Islam Gheddafi, primogenito del colonnello. Da tempo ormai tutte le iniziative di rottura con il passato, come questa apertura alla monarchia, vengono gestite da Saif, da molti indicato come il successore del colonnello. Secondo molti osservatori, pur essendo abituato a repentine 'capriole' politiche, Gheddafi vuole accellerare la riforma del paese e una svolta democratica del suo regime. Almeno a livello d'immagine. Ma la vecchia guardia dei rivoluzionari guarda con sofferenza al nuovo corso, ed ecco allora che viene mandato avanti Saif. L'iniziativa di restituire la casa alla regina Fatma, ormai ottantenne e attualmente esiliata in Egitto, rientra in un programma più vasto di restituzione ai vecchi propietari di terre e immobili confiscati dal regime negli anni successivi alla presa di potere. In questo senso, molti libici, tra cui numerosi oppositori del regime autorizzati a rientrare dall'esilio, si sono visti restituire nell'ultimo periodo case e proprietà confiscate.

suha, la vedova di arafatPer il popolo palestinese. Se quest'iniziativa è destinata a rendere sempre più presentabile l'immagine del regime di Gheddafi all'estero, la seconda mossa del colonnello è dedicata al mondo arabo. Se esiste infatti un argomento che attira simpatie verso un leader arabo, è la causa palestinese. Ed ecco il colonnello correre in aiuto della vedova di Arafat, la controversa Suha. La donna, invisa ai papaveri del vecchio regime di Arafat, che lei ha accusato di appropriazione indebita e dai quali è stata a sua volta accusata di furto, viveva in un albergo di Tripoli, dopo che la Tunisia la aveva espulsa. Bene, adesso la sua odissea è finita: Gheddafi in persona le ha comperato una casa a Malta. Alla morte di Arafat, Suha e la figlia erano riparate in Tunisia, in quanto molto legate alla famiglia di Ben Alì, padre padrone del paese maghrebino. All'improvviso, però, i rapporti tra Suha e la famiglia del presidente tunisino si sono deteriorati, pare a causa di una storia d'amore tra la vedova di Arafat e un fratello della moglie di Ben Alì. Nessuna conferma ufficiale, ma Suha viene espulsa dal paese. Ripara a Tripoli, dove il fratello di Suha è ambasciatore dell'Autorità Nazionale palestinese. Ieri una delegazione libica ha raggiunto La Valletta, capitale di Malta, per trattare l'acquisto di una sontuosa residenza da un milione di dollari e per organizzare con le autorità locali la protezione della vedova di Arafat. Una strizzatina d'occhio a tutti i palestinesi, ai quali il colonnello mostra di prendersi cura di un personaggio che, seppur controverso, resta la vedova dell'uomo che sarà sempre considerato il 'padre della Palestina'. E' facile immaginare chi guidava la delegazione libica a Malta: Saif al-Islam Gheddafi.
 

Christian Elia

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