stampa
invia
Un
vertice importante. “Le
questioni legate alla sicurezza del Mar Caspio devono restare
esclusiva competenza dei Paesi rivieraschi”, ha affermato il
padrone di casa, il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad.
Considerata la situazione internazionale dell'Iran, l'establishment
di Teheran tenta in tutti i modi di creare alleanze a geometria
variabile, come nel caso della Sco, la famosa Nato dell'est, guidata
dalla Cina. L'occasione è ghiotta per gli ayatollah, protesi a
garantirsi, sfruttando l'interessamento russo alle risorse del
Caspio, un accordo anche di mutua difesa nella regione. Non a caso
Ahmadinejad ha proposto di creare ''un'organizzazione regionale per
la sicurezza e la stabilità, auspicando una cooperazione per
lo sfruttamento delle risorse energetiche del Caspio”. Risorse che,
al momento, nessuno ha saputo ancora quantificare con certezza, ma
che a detta degli esperti del settore rappresenterebbero un autentico
Eldorado energetico. In tempi in cui il petrolio diventa sempre più
costoso, fanno gola le riserve di petrolio e gas naturale presenti
sotto il fondo marino del Caspio.
Petrolio
e non solo. "Non dovremmo
neppure pensare di ricorrere all'uso della forza in questa regione",
ha esordito il presidente russo Vladimir Putin, con un sinistro
riferimento all'eventualità che siano le armi a determinare
gli equilibri futuri della regione. La presenza di Putin è
stata in dubbio fino alla fine, per un temuto attentato alla sua
vita. Il presidente russo non si è fatto impressionare, e non
ha voluto rimandare un viaggio strategico. Si tratta infatti della
prima visita ufficiale di un leader russo in Iran dalla fine della
Seconda Guerra mondiale. E sono in molti a sostenere che, a margine
delle dispute sullo sfruttamento delle risorse del Mar Caspio, Putin
e il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad avranno un colloquio
riservato sul programma nucleare iraniano.
Christian Elia
Parole chiave: christian elia, mar caspio, russia, iran, putin, ahmadinejad