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Niente diritti umani. Intanto a Colombo – denuncia l'associazione Human Rights Watch Asia – quattro attivisti la cui autorità veniva riconosciuta dalle due parti in conflitto,
si sono dimessi dal Pannello comune per il rispetto dei Diritti umani, dicendo
pubblicamente che gli alti gradi dell'esercito e delle Tigri non sono interessate
al rispetto dei diritti umani, soprattutto dei civili coinvolti involontariamente
nel conflitto, ma solo alla vittoria finale, a qualsiasi prezzo. Il pannello aveva
dieci membri e lo aveva istituito nel giugno 2006 il governo per investigare sugli
abusi operativi dell'esercito cingalese, che da anni sta attuando detenzioni immotivate,
sequestri di civili a tempo indeterminato, esecuzioni extragiudiziali. Nella pubblica
dichiarazione i 4 sostengono che “il governo di Colombo ha dimostrato scarsa volontà
o incapacità a seguire i consigli di questo comitato, tanto che le violazioni
dei diritti umani nella lotta alla guerriglia sono aumentati, da quando si è insediata
questa commissione”.
Si Continua a uccidere. Intanto, al nord gli scontri vanno avanti, come sempre da 35 anni. E' dal 1972
che le tigri Tamil chiedono autonomia o indipendenza per questo gruppo etnico
di ceppo indiano, diverso per lingua e religione dall maggioranza cingalese; un
conflitto che ha provocato oltre 150mila morti. Nel distretto di Vavunia, normale
teatro di scontri, un agguato dei ribelli ha ucciso nel villaggio di Mullikulam
30 soldati; ma il governo lamenta la perdita di soli 20 uomini.Gianluca Ursini
Parole chiave: Ltte, tigri Tamil, esercito cingalese, Diritti umani, Human Rights Watch Asia