16/10/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Il Dalai Lama visita Bush, suscitando l'ira delle autorità cinesi
Scritto per noi da
Paolo Valori
 
Si è riaccesa la polemica fra la Cina e il Dalai Lama. La concessione di una medaglia d'oro da parte del Congresso degli Stati Uniti al leader tibetano, che vive in esilio in India dal 1959 ha mandato su tutte le furie il governo cinese. Parlando in una conferenza stampa a Pechino, il portavoce del ministero degli Esteri Liu Jinchao ha detto che la Cina “si oppone con forza a qualsiasi paese e qualsiasi persona che usa il Dalai Lama per interferire negli affari interni della Cina. Abbiamo già comunicato solennemente questo agli Stati Uniti”, ha aggiunto Liu. Il Dalai Lama, al quale nel 1979 è stato conferito il premio Nobel per la pace, chiede per il Tibet “una vera autonomia”, ma Pechino continua a considerarlo un “secessionista”. Alla cerimonia che si svolgerà domani al Campidoglio di Washington prenderà parte il presidente degli Stati Uniti George W. Bush. La notizia della partecipazione di Bush, che ha già ricevuto due volte il leader tibetano, ha scatenato una pesante reazione da parte di Pechino, che ha ammonito gli Usa che l'incontro “potrebbe danneggiare le relazioni tra i due paesi”.

Bush col Dalai LamaLegge sulla reincarnazione. Le polemiche erano iniziate la scorsa settimana, quando i principali mezzi di comunicazione cinesi hanno rivolto pesanti attacchi al premio Nobel, accusandolo tra l'altro di aver fatto assassinare una decina di persone e di essere stato un promotore della setta giapponese Aum Shirikyo, i cui attentati hanno causato la morte di decine di persone. A completare il quadro c'è stata anche l'approvazione della nuova legge che regola la reincarnazione dei lama e la pone sotto il diretto controllo delle autorità cinesi. Tale emendamento ha scatenato la rabbia di 35 giovani tibetani esiliati in India, che giovedì scorso hanno attaccato l'ambasciata cinese a Nuova Deli. I giovani hanno urlato slogan contro la repressione cinese nella regione, scritto sui muri dell'ambasciata “Liberate il Tibet” e distribuito volantini ai passanti. La protesta si è conclusa con l'arresto di 20 attivisti, rinchiusi nel carcere della capitale indiana.
 
Scelta misticaLa scelta del successore. I giovani tibetani hanno espresso la loro indignazione per i nuovi regolamenti religiosi del governo cinese, che “rappresentano un aumento dell'oppressione nei confronti del Tibet e cercano di minare l'autorità del Dalai Lama”. Infatti, secondo il testo di legge, saranno le autorità comuniste a decidere chi sarà il loro prossimo capo del buddismo tibetano. Fino all'arrivo dell'attuale quattordicesimo Dalai Lama, Tenzin Gyatso, il successore veniva trovato grazie alle premonizioni, ai responsi degli oracoli e ai segni divini. Il potenziale candidato era sottoposto a una serie di prove atte a ricordare la vita precedente. Se l'esito risultava positivo egli era riconosciuto come reincarnazione del suo predecessore. Tenzin Gyatso ha però dichiarato ufficialmente che, finchè la Cina non concederà l'autonomia al Tibet, non si reincarnerà nella sua terra natia, e che al completamento della democratizzazione del governo tibetano in esilio il ruolo del Dalai Lama potrebbe diventare superfluo. Il 7 agosto 2006 ha proposto che la scelta del suo successore avvenga mediante un'Assemblea composta dai più autorevoli Lama in esilio.
 
Il Dalai LamaProblemi anche in India. Da quando Hu Jintao è divenuto presidente, la Cina ha imposto misure ancora più severe al Tibet. Il Panchen Lama, la seconda carica spirituale del buddismo tibetano, sequestrato dal governo cinese e rimpiazzato con un monaco scelto dai funzionari di Partito, è ancora disperso e vi sono centinaia di monaci e fedeli arrestati senza motivo. L'India ospita il governo tibetano dal 1959, anno in cui fallì una rivolta popolare anti-cinese in Tibet. Da allora, il Dalai Lama e i funzionari governativi vivono a Dharamsala, nel nord dell'India. Da alcuni anni, tuttavia, il governo di Deli ha deciso di raffreddare le relazioni con gli esiliati, per cercare di migliorare i suoi rapporti con la Cina. Lo scorso anno, in occasione della visita di stato del presidente Hu Jintao, il governo ha impedito ai tibetani di manifestare contro Pechino.
Parole chiave: Cina, Tibet, Dalai Lama, reincarnazione, Dharamsala
Categoria: Politica, Popoli, Religione
Luogo: Cina