16/10/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Daniele Cologna, professore di lingua cinese, sul diciassettesimo congresso del Partito comunista
“Pur riconoscendo i nostri risultati, dobbiamo considerare come il nostro operato stia deludendo il popolo cinese” ; il segretario generale del partito comunista di Pechino e presidente della repubblica popolare, Jintao Hu, è stato molto duro con gli oltre 2mila delegati del suo partito riuniti nella capitale nel 17esimo congresso del partito. Il presidente, come spesso nei tempi recenti, non ha perso l'occasione per criticare i quadri dirigenziali che stanno sfruttando la posizione privilegiata per accumulare ricchezze personali.
 
a sinistra Zemin Jiang, a destra Jiabao Wen“Alcuni tra i nostri dirigenti di partito non sono stati onesti né retti: la loro corruzione e i loro sprechi ci stanno procacciando non pochi guai”. Jintao Hu ha accennato alla necessità di “creare una società moderata” e ha richiamato la necessità di uno “sviluppo armonioso”.Il linguaggio politico cinese ha bisogno di una persona familiare con quella lingua e quella cultura per cogliere sfumature ed allusioni nel discorso dell'uomo più potente di quel Paese. PeaceReporter ha riportato le impressioni di Daniele Cologna, professore universitario di lingua cinese presso le Università dell'Insubria e di Pavia, su questo diciassettesimo congresso in poco più di 80 anni.
 
Jintao Wu parla ai delegatiL'accenno allo sviluppo armonioso è una novità?
Questa quarta generazione di leader comunisti è stata fin dall'inizio molto sensibile al tema delle sperequazioni sociali, perché sanno che potenzialmente è uno degli elementi di tensione che li può mettere in crisi. Se il ministero dell'interno ha deciso da tre anni a questa parte di pubblicare i dati sulle rivolte spontanee, vuole mandare un messaggio, e dire che ha intenzione di trovare delle soluzioni.
Anche nel mondo del lavoro, dove si trovano masse di operai in condizioni sfavorevoli?
Un problema molto sentito è quello degli 'operai declassati', come vengono chiamati i manovali dismessi dalle fabbriche dell'industria pesante. Le dismissioni di aziende statali improduttive sono andate avanti a ritmo serrato anche negli ultimi anni, soprattutto a nord est, in quella che si chiama 'cintura della ruggine', dove si concentra l'industria pesante. Il partito sta provando a trovare delle forme dicompensazione sociale, con un accenno di sussidio mensile pari a parte del vecchio stipendio, o con una somma da consegnare quando si perde il lavoro, come una sorta di liquidazione, ma sono comunque cifre esigue per quanto è cambiato il tenore di vita cinese.
 
militari plaudenti al discorso del PresidenteHu ha fatto cenno a 'dirigenti corrotti', si vuole lasciare alle spalle la cricca di Jiang? Il ritmo delle dismissioni di aziende di stato è un segno dell'abbandono delle politiche di Zemin Jiang e questo Congresso dovrebbe segnare la svolta con il vero avvento di una leadership dalla mentalità tecnocratica. Un abbandono dei vecchi metodi di produzione, a beneficio di una Cina che dovrebbe diventare motore di innovazione tecnologica e non più solo un mercato manifatturiero con manodopera a basso costo.
 
Tecnocrazia che si accoppierà anche ad un maggior rispetto dell'ambiente?
C'è in questo momento nel Paese grande attenzione per la questione ambientale: negli ultimi dieci anni sono cresciute a un ritmo frenetico le 170mila Ong che adesso si occupano di tenere vivo l'allarme per ogni emergenza ambientale. Il quadro politico è molto più libero adesso in Cina, purchè non si critichi direttamente una politica decisa a livello centrale. Queste Ong sono state centrali nel creare una coscienza ambientalista cinese e nel condurre battaglie importanti, come quella per la salvezze del lago Dong Ting al centro del Paese. Purché queste campagne non mirino ad attaccare progetti ritenuti strategici, come è avvenuto per la Diga delle Tre gole, il cui progetto non è mai stata interrotto dal governo centrale.
 
la sala grande dove si tiene il CongressoRimane da risolvere il nodo delle differenze abissali tra periferia e regione costiera...
Un paio d'anni or sono fece scalpore la “inchiesta sulle condizioni dei contadini cinesi” dei sociologhi Guaidi Chia e Chuntao Wu, in cui venivano condannate anche i vuoti di potere che il partito in provincia ha lasciato colmare a dei dirigenti che adesso detengono privilegi assoluti e si possono permettere delle prevaricazioni difficilmente concepibili per un europeo; per esempio le tasse, sulle quali a livello locale Pechino lascia mano parecchio lasca alle amministrazioni periferiche: esistono diversi funzionari a livello locale che impongono balzelli che non sono previsti da nessuna legge, delle quali riescono a convincere i contadini, e che arrivano a incassare loro al netto di qualsiasi prebenda allo Stato. Svariate inchieste giornalistiche nell'ultimo decennio hanno sollevato scandalo andando a rovistare nelle povere condizioni di parecchi contadini dell'interno. Non stupisce che in questo momento storico a molti cinesi manchi la 'stabilità' del periodo maoista,come hanno evidenziato svariati sondaggi d'opinione nell'ultimo anno.
 
Ci sono poche occasioni di rinnovamento a livello sociale, allora..
E' qui che non si deve sottovalutare il potenziale cinese: nella capacità che avrà la generazione attuale di sfruttare due condizioni mai veirificatisi finora in svariati millenni di storia cinese. Stiamo assistendo alla vita di una generazione che sarà sicuramente quella cinese che vivrà da vicino il benessere e lo sviluppo, ma non tutti ricordano che i cinesi non hanno raggiunto solo lo status economico che permette di viaggiare. Ora possono anche farlo. Prima le rigide regole di controllo della società rendevano quasi impossibile la possibilità di viaggiare. Ora le generazioni attuali stanno 'scoprendo la Cina', per citare la brouchure di una agenzia di viaggi,  come mai avevano fatto i loro padri e nonni, costoro stanno girando da un capo all'altro il Paese. E' un evento rivoluzionario nella storia mandarina: i giovani che girano per tutto il Paese: stanno scoprendo la Cina; un po' come i loro coetanei statunitensi della beat generation, che partivano per scoprire l'America. Io non sottovaluterei il potenziale rivoluzionario di una generazione che per la prima volta in millenni gode di questi privilegi straordinari.
 

Gianluca Ursini

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