15/10/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



John Dugard, inviato nei Territori palestinesi, denuncia l'impotenza delle Nazioni Unite
“Ogni volta che mi sono recato in visita nei Territori palestinesi la situazione mi è parsa peggiore. L'ultima volta sono rimasto molto colpito dalla mancanza di speranza del popolo palestinese”.

Un rapporto duro. A parlare non è un'attivista palestinese e neppure un sostenitore della stessa causa, ma un professore di Diritto Internazionale sudafricano in pensione, John Dugard, che ricopre da anni la carica d'inviato speciale delle Nazioni Unite per la tutela dei diritti umani nei Territori Palestinesi, che un tempo, in base alle sue stesse risoluzioni, anche l'Onu chiamava Territori Occupati.
Dugard ha anticipato alla stampa il contenuto del prossimo rapporto che presenterà all'Onu a fine mese, nel quale ha inserito una clausola molto forte. “Chiederò al segretario generale Ban Ki-Moon di ritirare le Nazioni Unite dal Quartetto, se il Quartetto dovesse fallire nel tentativo di avere il massimo riguardo per la situazione dei diritti umani nei Territori palestinesi”, ha annunciato l'inviato, sottolineando come a suo avviso la situazione nella quale si trova il popolo palestinese è da attribuire “ai disastrosi effetti delle violazioni dei diritti dell'uomo e in particolare alle restrizioni israeliane alla libertà di movimento dei palestinesi”.

L'impotenza dell'Onu.
Il Quartetto è composto da Nazioni Unite, Stati Uniti, Unione europea e Russia. E' il gruppo di contatto incaricato di procedere alla piena realizzazione della Road Map, un piano per la risoluzione del conflitto israelo – palestinese proposta dal presidente Usa George W. Bush nel luglio 2002 e accettata dall'allora premier israeliano Ariel Sharon e dal presidente palestinese Mahmoud Abbas. Il piano prevedeva tre fasi e, secondo l'accordo originale, si dovrebbe essere alla fase III già da due anni. Secondo il piano, la conferenza di pace conclusiva che doveva assegnare uno stato ai palestinesi, risolvere lo status di Gerusalemme e quello dei profughi palestinesi doveva già essere già avvenuta. Non è andata così. E come Dugard ricorda la condizione dei palestinesi è disperata, perché hanno perso la fiducia nel fatto che prima o poi si arriverà a una soluzione.

Nessuna prospettiva. Nei sette anni nei quali ha ricoperto quest'incarico, l'inviato speciale si è reso conto che la presenza dell'Onu all'interno del Quartetto è diventata priva di senso, nella misura in cui il processo è bloccato e “il governo israeliano continua a gestire la sua sicurezza con un uso sproporzionato della forza nei confronti del palestinesi”, come ha commentato Dugard, che ha aggiunto come l'Onu non possa tutelare i diritti dei palestinesi in quanto il Quartetto è “pesantemente influenzato dagli Stati Uniti”.
Per il professore, inoltre, si sta commettendo un errore gravissimo: “La comunità internazionale ha deciso di appoggiare solo una fazione palestinese, quella del Fatah. Questo ruolo non compete all'Onu”. La sensazione è che, anche dopo la consegna del rapporto, scatterà il copione già visto innumerevoli volte in passato, con il governo israeliano che farà pressione sugli Stati Uniti e Washington che ostacolerà il rapporto di Dugard. Il quale, con ogni probabilità, dopo sette anni come inviato speciale Onu nei Territori Palestinesi, verrà destinato ad altro incarico.

Christian Elia

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