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Deplorevole Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ‘’deplora fortemente l'uso della
violenza contro i dimostranti pacifici in Myanmar’’, e ribadisce l'importanza
di ‘’una rapida scarcerazione di tutti i prigionieri politici e dei detenuti ancora
in prigione’’. Il Palazzo di Vetro di New York ha prodotto ieri sera un testo
di deplorazione contro la repressione violenta del regime birmano. Vittime i monaci
buddisti che hanno protestato gandhianamente per 16 giorni nelle strade di 25
città del Paese. I militari hanno ucciso almeno 200 persone (e cremato i cadaveri
per non lasciarne traccia) e ne hanno incarcerato più di 7mila (alcuni già rilasciati)
di cui almeno 2mila avviati ai lavori forzati nella jungla di montagna al confine
con l’India, nel lager di Kabaw.
Unanimemente Pavidi L’atto giuridico è una Dichiarazione Presidenziale non vincolante, ma adottata
all’unanimità dai quindici componenti del Consiglio (i cinque permanenti Cina
Russia Usa Regno Unito e Francia, più i 10 a rotazione). Il Consiglio ha chiesto
al regime birmano di “lavorare per raggiungere una de-escalation del conflitto e ua situazione pacifica”. L’ambasciatore Usa presso l’Onu si
è detto ''soddisfatto: un passo avanti significativo''. Secondo Zalmay Khalilzad
il documento è ''accettabile perché contiene gli elementi chiave''. Ma l'ex ambasciatore
Usa a Baghdad, nonché ex membro del Cda Unocal con Hamid Karzai, aggiunge che ''si è dovuto lavorare parecchio per far parlare
i quindici con una voce sola'' e che si dovrà tornare ad approvare ''ullteriori
azioni delle Nazioni Unite''.Gianluca Ursini
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