11/10/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



I discendenti dei colonialisti tedeschi visitano i luoghi dove i loro avi sterminarono la popolazione degli Herero
Scritto per noi da
Chiara Rancati 
 
Sapone coloniale
Se vanno a visitare il luogo in cui ci hanno massacrati, potrebbero non uscirne vivi”. Con questa laconica dichiarazione Kuaima Riruako, grande capo degli Herero, ha liquidato la visita in Namibia di 11 membri della famiglia Von Trotha, discendenti indiretti del generale prussiano che dal 1904 guidò le truppe tedesche contro i nativi. Una minaccia presa molto sul serio dal governo locale, che ha assegnato loro una scorta di polizia per tutta la permanenza nel Paese. La visita dei Von Trotha, organizzata dal capo supremo Alfons Maharero, bisnipote del condottiero che guidò la rivolta anticoloniale e rimase ucciso in battaglia, era stata concepita come gesto di riconciliazione verso il popolo namibiano, con pubbliche scuse per uno dei più crudeli episodi del colonialismo.
Lothar von TrothaLa pianificazione della strage. Lothar Von Trotha fu la figura chiave nel dramma degli Herero perchè sotto il suo comando l'esercito cominciò lo sterminio sistematico dei nativi. "Nei primi anni di dominio tedesco in Africa Sudoccidentale, oggi Namibia – spiega Gerhard Seyfried, autore del romanzo storico “Herero”, ambientato in quel periodo – i soldati  erano solo 1.500, con funzioni di polizia. Quando scoppiò la rivolta degli Herero tentarono di reprimerla senza troppe vittime, per non intaccare la riserva di manodopera. Fu solo nel 1904, con l'arrivo dei rinforzi, 14 mila soldati guidati appunto da Von Trotha, che cominciò la politica di cancellazione totale ".  Quest'ultimo fatto, secondo lo storico Andrew Zimmerman, farebbe dello sterminio degli Herero una sorta di prova generale della Shoah, il primo passo dell'"antiumanesimo tedesco". "In realtà -  precisa Seyfried - la vicenda namibiana è più simile a quella dei pellerossa. I coloni si insediarono nelle aree più fertili e ricche d'acqua, sottraendo sempre più terre ai nativi e minandone alla base il sistema tradizionale di sostentamento". Gli Herero erano infatti allevatori, quindi bisognosi di pascoli: "Il bestiame è un elemento cardine della società herero - spiega Martin Baer, che sul massacro ha girato il documentario “Weisse Geister” - ne determina status e rapporti. Con la sottrazione delle terre mgliori da parte dei coloni le mandrie furono decimate da scarsità di foraggio e peste bovina, e la gente fu spinta dalla fame a ribellarsi all’occupazione".

Condizioni disumaneMemoria storica. La repressione di quella rivolta è stata definita da un rapporto Onu del 1985 “uno dei primi tentativi di genocidio della storia”, ma il suo riconoscimento come tale resta controverso soprattutto in Germania: “Gli storici tedeschi non sono propensi ad attribuire altre colpe al nostro Paese – spiega Heiko Wegmann, coordinatore del progetto di documentazione 'Freiburg Postkolonial' – anche perchè la società ha quasi rimosso la memoria della fase coloniale, e così anche la poltica”. Per gli Herero, invece, la memoria è fondamentale: “Non c’è Herero che non sappia la storia del massacro – dice ancora Martin Baer – celebrata con rievocazioni e tramandata con il racconto orale. Nel periodo dell’apartheid, quando i neri non potevano andare a scuola, erano le famiglie a trasmettere il ricordo ai più giovani”. Non c’è però voglia di vendetta, almeno nella maggioranza della gente: “I Namibiani mi hanno detto di non ritenere i tedeschi di oggi colpevoli, ma di volere solo che siano consci del male che è stato fatto e delle responsabilità storiche che comporta”. Fanno eccezione un gruppo di irriducibili, guidati proprio dal capo Riruako, che chiedono allo Stato tedesco 4 miliardi di dollari di risarcimento: “Una diatriba meramente politica – conclude Baer – per i Namibiani sarebbe molto più importante una riforma agraria che ridistribuisca le terre, in gran parte ancora in mano agli eredi dei coloni”.
Parole chiave: namibia, herero, von trotha, genocidio
Categoria: Diritti, Popoli, Storia
Luogo: Namibia