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Ritorsioni. Una minaccia che rappresenta la risposta all''oltraggio' di Sirnak, dove 13
soldati sono morti in un'imboscata tesa da presunti membri del Pkk il 7 ottobre
scorso, e una probabile ripicca contro una mozione della commissione Esteri della
Camera Usa che definisce "genocidio" il massacro degli armeni da parte dell'Impero
Ottomano durante la Prima guerra mondiale. La reazione di condanna di Ankara è
venuta direttamente dal presidente Abdullah Gul, che ha definito 'inaccettabile'
il documento e messo in guardia sul possibile deterioramento dei rapporti Turchia-Usa.
"L'approvazione di questo documento è stato un gesto irresponsabile che, in un
momento particolarmente sensibile, renderà ancora più difficili le relazioni con
un amico e alleato e una partnership strategica coltivata per generazioni", recita
una nota diramata dal ministero delgli Esteri turco. "E' inaccettabile - conclude
la nota - che la nazione turca sia accusata di qualcosa che non è mai accaduto
nella storia".
Snodo strategico. Anche il presidente Usa George W. Bush, aveva intimato alla commissione di non
presentare la simbolica condanna dell'operato dei turchi. La mozione è stata approvata
ieri sera con 27 voti contro 21, e nei prossimi giorni passerà al vaglio della
Camera. La risoluzione, che chiede a Bush di utilizzare la parola 'genocidio'
in occasione del discorso alla nazione del prossimo aprile, è il frutto delle
pressioni del deputato californiano Adam Schiff, il cui distretto è a grande maggioranza
armeno. La mossa della Commissione Esteri ha surriscaldato i rapporti tra i due
Paesi, già tesi per divergenze sulla gestione della questione curda. La Turchia
costituisce uno snodo e un cardine logistico fondamentali per la guerra americana
all'Iraq. Il 70 percento dei trasporti cargo aerei diretti nel Paese mediorientale
transitano infatti dalla Turchia. Se il Parlamento turco darà l'ok all'intervento,
l'accesso a strade e aeroporti potrebbe essere messo a repentaglio. Prima del
voto di lunedì, è più che mai elevato il rischio di nuovi attentati da parte di
membri del Pkk.
Il monito europeo. L'Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza della Ue, Javier
Solana, ha messo in guardia la Turchia contro ogni possibile incursione militare
nel nord dell'Iraq. "Ogni possibilità di complicare ancora di più la situazione
di sicurezza in Iraq non dovrebbe essere accolta positivamente: è questo il messaggio
che mandiamo ai nostri amici turchi", ha detto Solana, in un breve incontro con
i giornalisti a Bruxelles. Il monito della Ue si aggiunge a quello della Casa
Bianca che, dopo l'attentato di Sirnak e la possibile reazione turca, ha detto
di ritenere che il nord dell'Iraq "non sia il luogo adatto in questo momento"
per mandarci truppe turche. Unione Europea e Stati Uniti dovranno tenere il fiato
sospeso almeno fino a lunedì sera.Luca Galassi