Vivono a giorni di cammino dalla città più vicina e allevano 5, 8, 10 figli. Sono le donne dell'Amazzonia
Julia Kendlbacher
Vivono
a giorni di cammino dalla città più vicina. Rompono
noci, raccolgono frutti, pescano, coltivano piante medicinali,
manioca, acaì;
usano caffè per alleviare il dolore quando partoriscono cinque, otto,
dieci figli senza il supporto di altri medicinali; i loro corpi
portano i segni di una vita fatta di fatiche, ma i loro volti sono
quelli di sorridenti giovani fanciulle. Donne dell’Amazzonia.
Storia in pillole. La
vita nelle disperse comunità della foresta amazzonica non ha
mai avuto un facile inizio. Fin dagli esordi dell’età
coloniale, le campagne e le foreste del Brasile sono state soggette a
spoliazioni, sfruttamento e distruzioni; il suo popolo reso schiavo,
oppresso e decimato. Quando, nel 1985, Chico Mendes e i suoi
commilitoni fondarono il
National Council of Rubber Tappers
(Consiglio Nazionale dei Seringueiros- estrattori di gomma naturale),
il loro progetto di uso sostenibile delle risorse era inascoltato,
rivoluzionario e utopico. Chico Mendes morì
per le sue idee 4 anni dopo, ma oggi sono state create più di
90 riserve estrattiviste (Resex) e altre aree protette a favore di un
uso sostenibile delle risorse. Riforme agrarie e uso collettivo delle
terre sono parte della strategia di sviluppo del territorio
brasiliano. E tuttavia, i rappresentanti delle comunità della
foresta amazzonica continuano a temere per la vita delle loro
comunità, poiché predatori di foreste e saccheggiatori
rimangono in libertà a dispetto dei loro crimini. Anche gli
abitanti della foresta amazzonica che hanno ottenuto di realizzare
una riserva riconosciuta dalla legge devo fronteggiare molte
difficoltà. Carenza di trasporti, di scuole, di presidi medici
e mezzi di comunicazione rappresentano le maggiori sfide per gli
abitanti delle riserve estrattive.
Tutto il peso. Le
donne portano il segno di questa gravosa situazione, perché
non solo spetta loro provvedere al benessere della famiglia, ma
perché sono oggetto di discriminazione e abusi sessuali. Molte
donne muoiono durante il parto per la mancanza di medicinali. Altre
muoino di tumore al colon senza aver mai potuto ricevere alcun
trattamento medico. Questo per l’assenza di cure o perchè i
loro mariti impediscono di farle visitare, rivendicando il completo
controllo sulle loro vite. Alcune sono costrette ad avere rapporti
sessuali con il marito anche in prossimità del parto: il
desiderio del marito non ha restrizioni.
Tuttavia
le cose hanno iniziato a cambiare nel 2000, da quando le
rappresentanti del Consiglio Nazionale dei Seringueiros lanciarono il
progetto chiamato “Il Patrimonio delle donne della foresta”. Con
poche risorse, molta pazienza e una gran dose di energia e
creatività, queste donne hanno iniziato a istruirne altre su
problemi sanitari, quali la prevenzione di Dts e Hiv, e su come
organizzare i compiti famigliari. Hanno viaggiato per giorni in
barca, su pulman o a piedi per raggiungere le comunità più
lontane. In capanne di legno, sulle rive dei fiumi, all’ombra di
alberi e nelle loro case hanno radunato famiglie per discutere con
loro di come sia strutturato il corpo femminile, della salute
dell’apparato riproduttivo e di come usare correttamente
contraccettivi. Attraverso l’uso di giochi, parlando il linguaggio
semplice e colorato delle comunità della foresta, hanno
costruito ponti di discussione, distrutto barriere e persuaso uomini
e donne circa l’importanza di corretti rapporti sessuali per avere
una felice vita famigliare e comunitaria. Con cautela e pazienza
hanno ottenuto la fiducia delle communità e hanno anche
iniziato a parlare di diritti delle donne. I Nella foresta nulla
viene compiuto senza l’avvallo degli uomini, i quali, per tanto,
sono invitati a partecipare ad ogni incontro affinchè le
attività delle donne non suscitino negli uomoni alcun
allarmismo.
Il successo. Questo
progetto e il suo variegato materiale educativo sono ora raccolti in
un video presentato quest’anno a marzo. Il gruppo ha vinto il
premio
ActionAid Pan-American Award e è stato un gran
sucesso per numero di sostenitori. Ora le donne della foresta
Amazzonica sono alle prese con nuove sfide: ciò che era
iniziato come una semplice proposta sta diventando ora un vero e
proprio programma. Al momento, stanno cercando di creare una linea
telefonica che offra informazioni mediche agli abitanti della foresta
amazzonica in Parà, attraverso l’uso di telefoni cellulari
con il supporto di antenne rurali in quelle riserve che fin’ora non
hanno mai beneficiato di linee di comunicazione. “E questo è
solo l’inizio”, Ribadisce Fátima Cristina, coordinatrice
del progetto: “Abbiamo imparato ad aver fiducia nelle nostre
potenzialità; possiamo fare così
tanto con così poco.
Neinte ci può fermare ora”.