15/10/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Vivono a giorni di cammino dalla città più vicina e allevano 5, 8, 10 figli. Sono le donne dell'Amazzonia
Julia Kendlbacher 
 
Vivono a giorni di cammino dalla città più vicina. Rompono noci, raccolgono frutti, pescano, coltivano piante medicinali, manioca, acaì; usano caffè per alleviare il dolore quando partoriscono cinque, otto, dieci figli senza il supporto di altri medicinali; i loro corpi portano i segni di una vita fatta di fatiche, ma i loro volti sono quelli di sorridenti giovani fanciulle. Donne dell’Amazzonia.
 
indigeni brasilianiStoria in pillole. La vita nelle disperse comunità della foresta amazzonica non ha mai avuto un facile inizio. Fin dagli esordi dell’età coloniale, le campagne e le foreste del Brasile sono state soggette a spoliazioni, sfruttamento e distruzioni; il suo popolo reso schiavo, oppresso e decimato. Quando, nel 1985, Chico Mendes e i suoi commilitoni fondarono il National Council of Rubber Tappers (Consiglio Nazionale dei Seringueiros- estrattori di gomma naturale), il loro progetto di uso sostenibile delle risorse era inascoltato, rivoluzionario e utopico. Chico Mendes morì per le sue idee 4 anni dopo, ma oggi sono state create più di 90 riserve estrattiviste (Resex) e altre aree protette a favore di un uso sostenibile delle risorse. Riforme agrarie e uso collettivo delle terre sono parte della strategia di sviluppo del territorio brasiliano. E tuttavia, i rappresentanti delle comunità della foresta amazzonica continuano a temere per la vita delle loro comunità, poiché predatori di foreste e saccheggiatori rimangono in libertà a dispetto dei loro crimini. Anche gli abitanti della foresta amazzonica che hanno ottenuto di realizzare una riserva riconosciuta dalla legge devo fronteggiare molte difficoltà. Carenza di trasporti, di scuole, di presidi medici e mezzi di comunicazione rappresentano le maggiori sfide per gli abitanti delle riserve estrattive.
 
donna della forestaTutto il peso. Le donne portano il segno di questa gravosa situazione, perché non solo spetta loro provvedere al benessere della famiglia, ma perché sono oggetto di discriminazione e abusi sessuali. Molte donne muoiono durante il parto per la mancanza di medicinali. Altre muoino di tumore al colon senza aver mai potuto ricevere alcun trattamento medico. Questo per l’assenza di cure o perchè i loro mariti impediscono di farle visitare, rivendicando il completo controllo sulle loro vite. Alcune sono costrette ad avere rapporti sessuali con il marito anche in prossimità del parto: il desiderio del marito non ha restrizioni.
Tuttavia le cose hanno iniziato a cambiare nel 2000, da quando le rappresentanti del Consiglio Nazionale dei Seringueiros lanciarono il progetto chiamato “Il Patrimonio delle donne della foresta”. Con poche risorse, molta pazienza e una gran dose di energia e creatività, queste donne hanno iniziato a istruirne altre su problemi sanitari, quali la prevenzione di Dts e Hiv, e su come organizzare i compiti famigliari. Hanno viaggiato per giorni in barca, su pulman o a piedi per raggiungere le comunità più lontane. In capanne di legno, sulle rive dei fiumi, all’ombra di alberi e nelle loro case hanno radunato famiglie per discutere con loro di come sia strutturato il corpo femminile, della salute dell’apparato riproduttivo e di come usare correttamente contraccettivi. Attraverso l’uso di giochi, parlando il linguaggio semplice e colorato delle comunità della foresta, hanno costruito ponti di discussione, distrutto barriere e persuaso uomini e donne circa l’importanza di corretti rapporti sessuali per avere una felice vita famigliare e comunitaria. Con cautela e pazienza hanno ottenuto la fiducia delle communità e hanno anche iniziato a parlare di diritti delle donne. I Nella foresta nulla viene compiuto senza l’avvallo degli uomini, i quali, per tanto, sono invitati a partecipare ad ogni incontro affinchè le attività delle donne non suscitino negli uomoni alcun allarmismo.
 
bambini indigeniIl successo. Questo progetto e il suo variegato materiale educativo sono ora raccolti in un video presentato quest’anno a marzo. Il gruppo ha vinto il premio ActionAid Pan-American Award e è stato un gran sucesso per numero di sostenitori. Ora le donne della foresta Amazzonica sono alle prese con nuove sfide: ciò che era iniziato come una semplice proposta sta diventando ora un vero e proprio programma. Al momento, stanno cercando di creare una linea telefonica che offra informazioni mediche agli abitanti della foresta amazzonica in Parà, attraverso l’uso di telefoni cellulari con il supporto di antenne rurali in quelle riserve che fin’ora non hanno mai beneficiato di linee di comunicazione. “E questo è solo l’inizio”, Ribadisce Fátima Cristina, coordinatrice del progetto: “Abbiamo imparato ad aver fiducia nelle nostre potenzialità; possiamo fare così tanto con così poco. Neinte ci può fermare ora”.
 
Parole chiave: Julia Kendlbacher
Categoria: Donne
Luogo: Brasile
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