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Il più antico insediamento Rom del mondo, situato nel quartiere di Sulukule a
Istanbul e risalente al 1054, potrebbe presto scomparire per far posto a 'case
tradizionali in stile ottomano'. Il progetto della municipalità del distretto
di Faith, nella parte occidentale della città, prevede infatti l'acquisto delle
abitazioni, dove vive una comunità zingara di almeno 1.500 persone, la loro ristrutturazione,
o la demolizione di buona parte di loro. La 'rigenerazione' del quartiere, adiacente
le mura dell'antica Bisanzio, rischia di veder scomparire un sito noto per la
sua pittoresca vitalità. Sulukule è infatti sinonimo di danze, vita notturna,
chiassosa convivialità. Il Comune ha proposto ai Rom incentivi economici per acquistare
nuovi appartamenti, a Sulukule o in altre zone di Istanbul. Ma gli zingari non
ne vogliono sapere. "A fatica riusciamo a guadagnare il minimo per sopravvivere
- dicono -, figuriamoci per comprare una casa". La ragione dietro il rifiuto dei
Rom ad abbandonare Sulukule sta nello spettro di una 'sedentarizzazione forzata'
in nuovi appartamenti dove la loro libertà e il loro tradizionale stile di vita,
estraneo a canoni stanziali e regole condominiali o urbanistiche, verrebbero irrimediabilmente
stravolti.
Insediamento storico. L'intera migrazione Rom verso l'Europa inizia qui, secondo gli studiosi. Il
ricercatore britannico Adrian Marsh, autore di un libro dal titolo 'Le origini
degli zingari: identità e influenze nella storia dei Rom', ha deplorato il progetto
municipale, parlando della scomparsa non solo di una delle parti più folkloristiche
di Istanbul, ma soprattutto della 'memoria di una comunità millenaria'. Uno scriba
bizantino, nel 1054, narra per primo della presenza di 'egiziani' che abitano
in 'tende scure sotto le mura della città' e che si guadagnano da vivere come
chiromanti, giocolieri, indovini, addomesticatori di orsi ballerini. Dopo la caduta
di Costantinopoli in mano turca, nel 1453, i danzatori e i musicisti di Sulukule
divennero attrazioni stabili nelle notti dell'opulenta corte ottomana. Il quartiere
fu decimato dal terremoto del 1960 e le sue suggestive taverne, dove imperversava
la danza del ventre, vennero chiuse dai politici conservatori nel 1990. Ma la
vita notturna non è cessata, e ha continuato ad animare Sulukule fino al giorno
d'oggi. Musicisti e artisti abitano ancora qui, e considerano il quartiere 'la
terra dei loro antenati'.
"Condizioni vantaggiose". Schiere di attivisti stanno raccogliendo informazioni e opinioni casa per casa,
per valutare l'eventualità di un'alternativa al progetto. Il sindaco del distretto
Faith, spiega che entro la fine dell'anno verranno distrutte 463 strutture, definite
'insalubri' e pericolose in caso di terremoto. "E' il progetto sociale più ambizioso
che sia mai stato realizzato qui a Istanbul - ha raccontato Mustafa Demir all'agenzia
francese Afp qualche tempo fa -. Compreremo le case dai proprietari e, una volta
ristrutturate, i Rom potranno riacquistarle a condizioni vantaggiose, pagando
la differenza nell'arco di 15 anni". Se solo i Rom volessero...
Luca Galassi