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“Non decidete voi” Proprio ieri l’opposizione democratica vicina alla pasionaria Aung San Suu Kii
aveva rigettato la proposta di iniziare un dialogo con i generali, ma solo alle
condizioni imposte da loro: ritirare l’appoggio del suo partito ad un accordo
internazionale che arrivi a imporre sanzioni commerciali al regime militare e
ai suoi componenti. “Il successo del dialogo è basato sula sincerità e sullo spirito
del ricevere e del dare” ha dichiarato Suu Kii, aggiungendo che “è fondamentale
avere voglia di dialogare, e non di imporre precondizione”. Suu Kii non può più
avere diretti contatti con i dirigenti deel suo partito dal 2004, quando le è
stato ulteriormente irrigidito il regime di arresti domiciliari nel quale si trovata
in 12 degli ultimi 18 anni.
Siete sott’occhio “Vogliamo mandare un messaggio alla Giunta: i vostri crimini non resteranno
impuniti: vi osserviamo dall’alto”, ha detto il leader della Burma Campaign Usa, Ong pro democrazia in Myanmar, Aung Din, presentando i risultati incrociati
di 70 diversi rilevamenti satellitari sul territorio birmano, che indicano campagne
di deportazione di massa attuate di recente dal regime nei confronti delle popolazioni
ribelli Karen e Shan, nell’Est del paese al confine con la Thailandia. Circa 31
violazioni dei diritti umani sono state accertate: 18 villaggi scomparsi nell’ultimo
anno agli Shan: introvabili dai satelliti sui siti dove erano stati fondati, mentre
i rapporti di associazioni umanitarie come Human Rights Watch sulla distruzione di villaggi Karen non hanno trovato conferma dalle immagini
dall’alto.
Deportazioni e distruzioni E’ stato invece dimostrato come i militari costringano alcuni Karen ad abbandonare
i loro abitati per trasferirsi a ridosso di caserme create all’occasione, di modo
da poterli tenere sott’occhio con più facilità. “Visto che il regime ha isolato
Myanmar dal resto del mondo, queste immagini sono le uniche prove che abbiamo
dei metodi brutali che usano per reprimere il dissenso interno” ha spiegato Lars
Bromley della Aaas (American association for Advancement of Science, Associazione americana per l’avanzamento della scienza) la Ong che ha portato
avanti il lavoro scientifico. Aaas ha avuto i fondi per queste ricerche dalla
McArthur Foundation e dalla Open Society institute, fondata dal multimiliardario George Soros. Ha già scovato prove di campagne
di pulizia etnica e brutalità dittatoriale in Darfur e Zimbabwe con i rilevamenti
satellitari.Gianluca Ursini
Parole chiave: Aung San Suu Kii, Aaas, American Association for Advancement of Science, Burma Campaign Usa, Open Society, Ursini