10/10/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Un soldato sgozzato e decapitato. Una castrazione in diretta. Una donna costretta ad assistere alla decapitazione del marito. I ribelli islamici producono 'snuff movies'
di gianluca Ursini
 
Un uomo decapitato da vivo. Un soldato thai a cui viene tranciato il pene mentre grida disperato; verrà poi sgozzato e decapitato. Una coppia di buddisti che chiede pietà per la propria vita. Prima che sgozzino la donna, gli aguzzini la fanno assistere allo spettacolo del taglio della testa del marito.
Potrebbe sembrare uno ‘snuff movie’ prodotto in Indocina. Una di quelle cassette pirata che troupe amatoriali di sadici realizzano trucidando dal vivo vittime inconsapevoli: le torture si concludono sempre con l’omicidio del protagonista-vittima. Filmati del genere venivano prodotti in decine di episodi negli Usa negli anni ’80 ed hanno un mercato segreto in cui raggiungo prezzi di migliaia di dollari a copia, instillando il dubbio sulla originalità o meno delle scene cruente proposte. Soldati serbi o croati hanno ammesso di averne girati durante la guerra di Bosnia trucidando i prigionieri di guerra, mentre alcuni soldati russi hanno immesso nella Rete filmati di esecuzioni e torture di prigionieri caucasici sia dopo la prima guerra Cecena (1991-94) che nei due conflitti successivi (1996-98 e 1999 ad oggi).
 
soldati dispiegati a PattaniOrrore Thai Ma adesso si tratta di violenze e sadismo reali. Gli ufficiali Thai hanno trovato diverse armi e alcuni telefoni cellulari in una macchina abbandonata da ribelli musulmani, colpevoli del fresco omicidio di un poliziotto, nella provincia meridionale di Yala; nel Sud Thailandia le rivendicazioni separatiste di tre province a maggioranza malese e musulmana dopo il 2001 hanno innescato una guerriglia che conta più di 2.600 vittime. Ma mai si era giunti alla crudezza dei video trovati nella memoria di questi telefonini, girati dagli integralisti islamici ai danni di soldati o civili buddisti. “Nel video si vede un guerrigliero islamico mostrare ridendo la testa di un soldato subito dopo lo sgozzamento” ha detto alla stampa un portavoce dell’esercito Fino ad ora sono 29 le vittime buddiste decapitate dagli islamici
 
auto bomba usata dai separatisti islamiciLegge marziale perpetua L’orrore in questi giorni ha colpito anche un vecchio buddista di 90 anni, ucciso da passanti in moto mentre coltivava il suo campo di riso. Anche un maestro buddista delle scuole elementari è stato ucciso da moto in corsa nella provincia di Narathiwat, mentre il giorno prima una scuola elementare frequentata da bimbi buddisti veniva bruciata nella stessa provincia. Una escalation che terrorizza i militari al governo dal colpo di stato del 19 settembre 2006, tanto che il vicecapo di stato Maggiore Winai Phattyakul ha dichiarato ieri che “la legge marziale dichiarata dalla nuova Giunta potrebbe non essere mai levata in alcune province dove l’ordine pubblico rappresenta ancora un problema”. Dopo il golpe che cacciò il miliardario delle telecomunicazioni Thaksin Shinawatra i militari imposero coprifuoco e legge marziale nelle 76 province Thai; per 41 di queste la legge marziale è stata abrogata in gennaio, mentre sembra che in parecchie delle 35 ancora sotto il pugno dei militari i disagi potrebbero durare “ a tempo indefinito”.
 
ribelli islamici vengono interrogati a NarathiwatIl fuoco dilaga I ribelli stanno estendendo il loro raggio d’azione, tanto che lunedì 8 ottobre la polizia è riuscita a disattivare ben 17 bombe in una provincia limitrofa, Songkhia, nel capoluogo Hat Yai. Dodici ordigni sono stati trovati nel ristorante del circolo ufficiali della Marina thailandese, mentre le altre bombe erano state piazzate in un locale da ballo. Prima dell’insurrezione islamica Hat Yai era un affollato resort turistico, ma dal 2001 i turisti non si fanno più vedere. E un ultimo agguato si è verificato ancora in Songkhia, con una irruzione dell’esercito in un covo di islamici: 5 i ribelli uccisi, 19 gli arrestati. In occasione del ramadan, il governo di Bangkok aveva levato il coprifuoco notturno fino al 21 ottobre, ma la violenza non è cessata nel mese sacro agli islamici. “Questo dimostra che l’Islam è una pura scusante per i guerriglieri: durante il Ramadan le violenze non sono cessate, anzi sono aumentate”, ha dichiarato il premier thai golpista Surayud Chulanont. La Thailandia si era annessa con la forza Narathiwat Pattani e Yala dalla Malesia oltre un secolo fa
 
 

Gianluca Ursini

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