10/10/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Il contingente britannico a Bassora viene ridotto, ma la città è infestata dalle milizie
Lunedì 8 settembre, mentre il premier britannico annunciava un'ennesima riduzione del contingente in Iraq, tre razzi colpivano l'aeroporto di Bassora, dove i soldati della regina si sono ritirati all'inizio di settembre. Le esplosioni non hanno causato danni o feriti, ma sono state sufficientemente violente da spingere il responsabile della base, il generale Graham Binns, a cercare rifugio sotto la scrivania.

Il contingente britannico in IraqExit strategy. Dopo l'attacco Binns ha parlato di una semplice coincidenza rispetto al discorso di Brown, e ha confermato che la situazione nella città meridionale del paese è abbastanza tranquilla da essere lasciata nelle mani dell'esercito iracheno. “Quando Bassora sarà affidata agli iracheni -ha spiegato- le truppe britanniche dovranno proteggere sé stesse nella base e le nostre linee di comunicazione”. I soldati della regina avranno anche il compito di interrompere le linee di rifornimento di armi dall'Iran verso le milizie attive nel sud del paese e fermare il contrabbando di petrolio, con cui si finanziano. Il contingente britannico conta attualmente 5500 uomini, ma punta a ridurli a 4500 prima di Natale e ulteriormente fino a 2500 a partire dalla prossima primavera. Ora nelle provincie del sud sono stati schierati 13mila soldati iracheni, che dovranno mantenere l'ordine.

Miliziani dell'esercito del MahdiSciiti contro. Negli ultimi mesi non ci sono stati attacchi contro i municipi o le basi della polizia, ma questo non significa che la situazione sia sotto controllo. Il vero problema di Bassora sono le milizie. Le forze di sicurezza non sono state in grado di impedire che le fazioni si attaccassero tra loro, come alla fine di agosto, quando due politici sciiti sono stati uccisi dai miliziani rivali. Secondo l'università di Bassora, le bande armate attive in Iraq sono 144 e possono contare su 250 mila uomini. Nella città meridionale le più attive sono quelle sciite: quelle del partito Dawa, che fa riferimento al premier al Maliki, le Brigate Badr, affiliate con Abdul Aziz al Hakim del Supreme Islamic Iraqi Council (Siic ), l'Esercito del Mahdi di Moqtada Sadr, il partito Fadhila di Mohammad al Yacoubi e l'Hezbollah iracheno. Tuttavia, come spiega Abdul Hadi, un ufficiale dell'esercito iracheno a Bassora, “le milizie più pericolose sono la polizia e le forze di sicurezza, che sono bene armate e operano nel nome della legge”. Analisi condivisa anche dal capo della polizia locale, Abdul Jalil Khalaf, che conferma l'alto livello di infiltrazione delle milizie nelle forze di sicurezza: “Una situazione molto pericolosa perché ogni fazione pensa di rappresentare la legge e ogni elemento si considera una specie di eroe nazionale”. Alomeno la rivalità tra il Siic e il partito di Moqtada Sadr potrebbe essere mitigata da un invito congiunto a fermare le ostilità, che i leader delle due fazioni hanno firmato domenica scorsa.

Miliziani perquisiti dalle forze di sicurezza iracheneAspetta e vedrai. La scelta di Brown di ritirare il grosso del contingente britannico, che al tempo dell'invasione del paese contava 46 mila uomini, ha lasciato tiepidi sia i sostenitori del ritiro completo dalla guerra in Iraq che gli alleati statunitensi. Questi ultimi, in particolare, temono che l'assenza delle truppe britanniche pregiudichi la sicurezza degli impianti petroliferi della città, da cui viene estratto l'80 percento della produzione nazionale, e delle vie di comunicazione, che attraverso il porto di Bassora garantiscono le esportazioni di greggio nel mondo. Gli statunitensi temono che la distruzione delle infrastrutture petrolifere e viabilistiche possa pregiudicare i futuri investimenti nella provincia. Ma il petrolio è anche la ragione dei conflitti tra le fazioni, che si attaccano tra loro, prendono di mira le istallazioni petrolifere, contabbandano armi e petrolio. Il comandante dell'esercito Usa in Iraq, generale Petraeus, commentando il ritiro britannico ha dichiarato che l'approccio degli Usa al problema Bassora è: ”Aspetta e vedrai. Ci aspettiamo che la situazione di Bassora venga risolta dagli iracheni”.
 

Naoki Tomasini

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