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“Ci sparano addosso, scappiamo” “Le nostre case sono state rovinate dai bombardamenti, dobbiamo lasciare il
villaggio e rifugiarci dai nostri familiari in altri paesi” ha detto alla tv Al
Jazira il capotribù Faridullah Khan. Secondo i testimoni locali, ci sarebbero
circa 50 case distrutte dagli aerei intorno Mir Ali, e in un villaggio sarebbero
morti 4 civili, di cui tre donne. Malik Iqbal Khan, a capo di un’altra tribù ha
detto ai giornalisti di aver usato i megafoni delle moschee per pregare i soldati
in azione di non colpire gli abitanti della zona. Il Waziristan dal 2001 sembra
il rifugio di tutti i talebani, che qui troverebbero ospitalità (si crede comunemente
che Osama bin Laden sia nascosto tra le montagne wazire) e si potrebbero facilmente
rifornire oltreconfine, in Afganistan, di armi e di soldi. La violenza nella zona
è esplosa dopo l’assalto alla Moschea Rossa di Islamabad dell’11 luglio, con scontri
che hanno finora prodotto più di 300 morti nel solo Waziristan. In giugno i capitribù
avevano firmato un cessate-il-fuoco con l’esercito pachistano, in cambio di una
sempre maggiore autonomia nella regione.
I capi: Musharraf rieletto I combattimenti sono iniziati mentre il generale Pevez Musharraf si apprestava
sabato a stravincere le elezioni presidenziali per un suo terzo mandato, mentre
in segno di protesta per questa decisione circa 200 parlamentari dell’opposizione
islamica si dimettevano dalla carica. Ai politici è molto vicina anche la ‘Associazione
degli avvocati’ che ha tentato di impedire la candidatura del generale, argomentando
che un uomo in divisa non può essere presidente. Un primo giudizio della Corte
Suprema di sabato 29 settembre aveva permesso a Musharraf di candidarsi, ma ora
gli avvocati-pro Islam hanno presentato ricorso contro le credenziali presentate
da Musharraf; bisognerà attendere almeno il 17 ottobre per sapere se l’elezione
a valanga verrà confermata o meno. Intanto, per non rimanere indietro, il presidente
ha nominato il vice, che lo dovrebbe rimpiazzare nell’esercito se lui abbandonasse
per andare alla presidenza: Ashfaq Pervez Kiani.
Il generale degli spioni al comando Il generale Kiani è stato fino a poco fa a capo dell’Isi, i servizi segreti pachistani; una agenzia di intelligence accusata da più parti
di aver contribuito alla diffusione del fenomeno dei talebani. Alcuni giornalisti
sostengono che tuttora l’Isi ha contatti duraturi con i talebani, o che addirittura
continuerebbe ad addestrare i terroristi o a dare loro danaro.Gianluca Ursini
Parole chiave: Musharraf, Benazir Bhutto, Waziristan, Mir Ali, Miranshah, generale Kiani, Isi, talebani, Afghanistan