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Salto di qualità. Non ci
sono state telefonate di avviso, come avveniva ormai da diversi anni.
ETA, che il ministero degli interni spagnolo indica senza dubbi come
l'autore materiale, è tornata ad azioni mirate contro le
persone, e non contro strutture ( fatta eccezione per il grande
attentato al terminal 4 di Barajas, dove però l'organizzazione
armata aveva ammesso di non aver voluto i due morti schiacciati dalle
macerie). Il cambio di strategia è la constatazione evidente
del ritorno al passato, causato dallo sgretolarsi delle fondamenta
del processo di dialogo. Pare di essere tornati indietro di diversi
anni, quando ETA sparava e attentatava su ampia scala e il governo
spagnolo concepiva solo la politica della repressione, per i
militanti armati e per un ampio settore del nazionalismo
indipendentista.
Fine della tregua. L'attentato
di Bilbao non è il segnale di una tregua terminata. Per ETA il
discorso si era chiuso in maggio, appena prima delle elezioni
amministrative. Le rivelazioni del quotidiano basco Gara, e poi di
esponenti di Batasuna all'indomani del blitz che ha incarcerato 23
esponenti della formazione indipendentista, raccontano che il governo
spagnolo fece saltare il tavolo di pace di fronte ai mediatori
internazionali, nonostante il 'via libera' di Batasuna. Ma,
soprattutto, nonostante la dichiarazione della delegazione di ETA di
accettare un percorso in cui avrebbe affermato di essere determinata
ad abbandonare la lotta armata. La tregua, per ETA, finiva lì.
E infatti il comunicato seguì da lì a pochi giorni.
Discorso diverso per Batasuna, nonostante le strane indiscrezioni
pubblicate dalla stampa spagnola e provenienti dall'ufficio del
giudice Garzon. Pernando Barrena, uno dei pochi esponenti non
arrestati dal giudice, ha ricordato che anche dopo il blitz contro la
dirigenza del movimento la linea politica non cambia: dialogo e
assenza di violenza per arrivare al diritto di autodeterminazione. Ma
di queste parole non si trova eco nelle cronache. L'unico messaggio
ripetuto è quello che viene dalla magistratura e che vuole
dimostrare che Batasuna si stava preparando a sostenere l'azione
armata. È questo messaggio che, in queste ore, viene addotto
addirittura come causa dell'attentato. Angelo Miotto