09/10/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



L'incidente si è verificato stamani nella fabbrica produttrice di missili e bombe a frammentazione
Armi e logo della SimmelE' di un morto e 15 feriti, alcuni dei quali in gravi condizioni, il bilancio dell'esplosione verificatasi stamani nell'industria bellica 'Simmel Difesa' di Colleferro, in provincia di Roma. Le cause dell'incidente non sono ancora state chiarite. La vittima dell'esplosione aveva 35 anni, stava lavorando a un macchinario che serve per la lavorazione delle polveri. La fabbrica, attiva dal 1948, con un fatturato di 80 milioni di euro all'anno, è specializzata in produzione di munizioni e spolette di medio e grosso calibro, in particolare per i cannoni navali.  Concentra le proprie attività nella progettazione, sviluppo, produzione e vendita di munizionamento convenzionale ed avanzato, spolette meccaniche ed elettroniche, propellenti, esplosivi, teste missilistiche, razzi e sistemi d'arma a razzo (Firos 30) alle Forze Armate Italiane e del mondo. Ha circa 200 dipendenti negli stabilimenti di Colleferro e Anagni, in provincia di Frosinone. Nel maggio di quest'anno, l'intero pachetto azionario della ditta è stato ceduto al gruppo britannico Chemring.
 
Il logo dell'aziendaSpolette. Da tempo l'industria di Colleferro è nel mirino di associazioni pacifiste perchè accusata di produrre "cluster bombs", ordigni esplosivi che disseminano centinaia di submunizioni che possono rimanere inesplose nel terreno, minacciando per anni la popolazione. L'azienda ha però negato di produrre questi armamenti ed ha fatto sapere di averli tolti dal proprio catalogo. Secondo quanto riportano le ricerce condotto dal 'Coordinamento contro la guerra di Valle del Sacco e Colleferro', tra alcuni degli armamenti più letali nel catalogo prodotti della Simmel, figurerebbero bombe da mortaio da 81 mm, razzi 'Medusa', razzi 'Firos' contenente 77 submunizioni e Bcr (Bomblets cargo round) da 155 mm contenente 63 submunizioni. Secondo il Comitato, l'industria produce spolette e munizonamento per Stati come Gran Bretagna, Kuwait, Venezuela, Messico, Corea del Sud, Turchia e Oman. Per il ministero della Difesa italiano, la Simmel produce munizionamento per il veicolo 'Dardo', un blindato da combattimento utilizzato in Iraq. Ma la presenza dell'azienda nella valle del Sacco è criticata soprattutto per l'impatto ambientale delle sue produzioni.
 
La valle del SaccoInquinamento ambientale? Nel 2005, la Simmel ha acquistato un macchinario per la macinazione del perclorato di ammonio, componente chimico utilizzato come combustibile solido per razzi e missili. Negli Stati Uniti, il composto è sotto osservazione da parte dell'ente protezione ambientale in seguito a dati analitici rilevati dal controllo delle acque e nei siti in cui sono presenti industrie di armamenti o poligoni di tiro. Il perclorato può avere effetti nocivi sulla salute umana, diffondendosi nell'ambiente attraverso l'inquinamento delle falde acquifere. Alcuni studi epidemiologici condotti nel complesso industriale di Colleferro, dove sono presenti anche fabbriche di produzione di Ddt, hanno evidenziato un'elevata mortalità nei lavoratori di alcune industrie dell’area e nella popolazione residente. Altri studi condotti dall'Asl Lazio hanno riportato un’associazione tra l’esposizione a sostanze organoclorurate (derivati dal cloro), in particolare PCB (policlorobifenili) e DDT, ed effetti nocivi sulla salute dell’uomo, tra cui il tumore del cervello, del pancreas, della tiroide, e sarcomi dei tessuti molli, il morbo di Parkinson, l’alterazione dello sviluppo nei bambini, eventi avversi della riproduzione ed asma bronchiale. Non esistono tuttavia ricerche sulla presenza di perclorato di ammonio nelle acque del fiume Sacco, per cui un collegamento tra la nocività delle produzioni della Simmel e l'elevata incidenza di tumori è per ora solo ipotetico.
 
Luca Galassi
Parole chiave: simmel, cluster, colleferro
Categoria: Armi
Luogo: Italia