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Dalla Birmania
Il nostro inviato Enrico Piovesana ci racconta gli ultimi giorni di Rangoon
reportage. Si fermano le proteste, il governo per adesso ha vinto. Usando la mano pesante. Ogni angolo di strada è presidiato da soldati con il fucile spianato, l’elmetto con la stella bianca in testa e un fazzoletto rosso al collo. O dai poliziotti delle forze speciali, anch’essi armati, ma con elmetto e divisa celesti. I pochi giovanissimi monaci che si aggirano per la città per raccogliere le offerte, allungano il passo davanti ai drappelli di soldati. “Sono rimasti in giro solo i bambini”, dice un ragazzo avvicinandosi al nostro tavolino. “ I monaci adulti sono tutti finiti in galera o deportati nelle loro regioni d’origine”
Aung San Suu Kyi, la pace in rosa
Una donna esile e determinata da anni tiene le fila dell'opposizione alla dittatura militare
Than Shwe, il generalissimo
Than Shwe capo indiscusso della giunta militare del Myanmar, ha ordinato violenze e repressione