Dal nostro inviato a Rangoon, Enrico Piovesana, una disamina delle menzogne dei giornalisti di regime
Dal nostro inviato
Enrico Piovesana
La macchina propagandistica della dittatura militare birmana guidata dal generale
Than Shwe sta lavorando a pieno regime.
Alle televisioni di Stato (Mrtv e Mwt), le conduttrici dei telegiornali – vestite con divise verde chiaro e impettite
in una ridicola posa marziale – commentano le immagini delle manifestazioni popolari
organizzate dalle autorità in diverse cittadine del paese: centinaia di persone,
dall’aria tutt’altro che allegra, che marciano in file ordinate portando grandi
bandiere birmane e innalzando ritmicamente cartelli con su scritto ‘Per la pace’,
‘Contro la Violenza’, ‘Contro gli elementi distruttivi interni’, come il regime
usa definire i dissidenti democratici.

Ma è leggendo il giornale governativo ‘The New Light of Myanmar’ che si ha un
genuino, e inquietante, assaggio della propaganda di regime. Il numero del 2 ottobre,
datato ‘Sesto mese dell’anno 1369’ – in riferimento alla fondazione del primo
impero birmano di Mandalay – ha una quarta di copertina in cui, a caratteri cubitali,
sono elencati i ‘Desideri del Popolo’: ‘Vogliamo la stabilità, vogliamo la pace,
ci opponiamo al disordine e alla violenza’. E sotto un avvertimento: ‘Attenzione,
non credete alle menzogne mandate in onda dagli assassini dell’etere:
Bbc,
Voice of America, e
Radio Free America. Questi sabotatori vogliono distruggere la nazione’.
Sullo stesso tema, dalla prima pagina parte un chilometrico editoriale del patrono
dei giornalisti filogovernativi birmani, Ngar Min Swe, del quale merita riportare
i passaggi più significativi.
“E’ risaputo che il latitante Htay Kywe (leader del movimento democratico studentesco,
ndr) è dotato di un telefono satellitare con cui contatta quelle emittenti radiofoniche
straniere (che trasmettono in lingua locale, ndr) per instigare disordini in Myanmar.
Così pure è noto che la latitante Ma Nilar Thein (leader del movimento democratico
studentesco femminile, ndr) ha cercato in ogni modo di incitare il popolo a protestare
attraverso queste stesse emittenti straniere”.

“Le proteste sporadiche iniziate il 20 agosto erano condotte solo da pochi membri
della
Nld (la Lega Nazionale per la Democrazia del premio Nobel per la pace Aung San Suu
Kyi, ndr): il popolo non partecipava e non aveva nessuna intenzione di farlo.
Poi, il 5 settembre, è successo che alcune emittenti radiofoniche straniere hanno
dato la falsa notizia che i monaci che protestavano a Pakokku erano stati arrestati
dai soldati, legati con delle corde e appesi ai lampioni. Se questo fosse veramente
accaduto sarebbe stato solo il risultato del clima di rabbia incontrollabile suscitato
da quella protesta: nessun ufficiale può aver dato un simile ordine. Htay Kywe
e gli altri latitanti, compreso Moe Thee Zun che vive negli Stati Uniti, hanno
sfruttato l’incidente di Pakokku per incitare i monaci alla protesta”.
“Non è la prima volta che Htay Kywe e queste emittenti straniere trasmettono
false notizie per sobillare la rivolta. Durante i disordini del 1988, Christopher
Gunnes della Bbc, con la collaborazione di Htay Kywe, ha dato la falsa notizia che una donna
era stata stuprata dai soldati. E così si scatenò la rivolta”. “Oggi il nostro
paese sarebbe sviluppato come la Cina o il Vietnam se non avessimo avuto i disordini
del 1988. Infatti, quando terminarono, emersero sulla scena degli opportunisti
politici (Aun San Su Kii e la sua Nld, ndr) che chiesero alle nazioni occidentali
di imporre sanzioni economiche al Myanmar".
"Quelle sanzioni ci hanno danneggiato molto, rendendo zoppicante il nostro sviluppo.
Il popolo del Myanmar sa bene che la nazione ha perso tutto a causa di quella
rivolta”.
“L’anno dopo, 1989, una certa potenza occidentale ha ripetuto l’esperimento in
una grande nazione asiatica (la Cina, ndr) istigando gravi disordini (le proteste
di piazza Tien an Men, ndr). Ma quella grande nazione asiatica è stata capace
di bloccare questo fenomeno al suo stadio iniziale, prima che esso creasse problemi.
E’ così che quella nazione ora è riuscita a diventare una potenza economica.
Se avessero fallito nel risolvere subito quel problema, non avrebbero raggiunto
l’attuale livello di stabilità e progresso”. “Da noi invece, le macchinazioni
di elementi distruttivi come Htay Kywe, operate attraverso le emittenti radiofoniche
straniere, hanno creato divisioni e
instabilità, causando grandi spargimenti di sangue. Il Tatmadawmen (l’esercito
birmano, ndr) e la polizia sono pronti a rischiare la loro vita per difendere
il popolo e la nazione combattendo il nemico rappresentato dai manifestanti e
dai terroristi”. “Il popolo del Myanmar deve combattere questi nemici con spirito
nazionalista. Dobbiamo trarre insegnamento dai fatti del 1988, che hanno così
gravemente danneggiato la nostra nazione”.