03/10/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Partito l'inviato Onu, i militari arrestano 1000 civili, mentre al mattino avevano liberato 200 monaci
di gianluca Ursini
 
 
le facce della vergogna: i 14 generali della Giunta dittatorialeUna bastonata: arresti a frotte a Rangoon. L’inviato speciale Onu Ibrahim Gambari non aveva ancora fatto in tempo a riferire sulla sua missione al Segretario generale Ban Ki Moon, che il regime dittatoriale birmano aveva già deciso di far capire chi comanda. La Divisione 66 e la 77 sono tornate per le strade della ex capitale e stanno effettuando arresti di massa, secondo quanto riferisce l’inviato coperto della tv araba ‘Al Jazira’. I mezzi militari – riferisce il giornalista – girano per la città con gli ufficiali che gridano dai megafoni: “Abbiamo fotografato i manifestanti! Sappiamo già chi arrestare”. Sono stati avvistati otto camion della Divisione 66, carichi di arrestati, dirigersi verso Insein, dove la Giunta ha allestito 4 campi di detenzione straordinari. In un camion possono entrare fino a due centinaia di persone, ragion per cui un primo calcolo a spanne potrebbe indicare tra gli 800 e gli oltre 1.500 i numeri delle detenzioni arbitrarie di oggi.
 
da sinistra: I. Gambari, il dittatore T. Shwe e i numeri 3, 4 e 5 della GiuntaSono migliaia, lo dice l'ONU Mentre Gambari non è ancora rientrato a New York (si trova a Singapore in colloquio col premier dell’isola Li Sien Lung, e  presidente di turno dell’Asean, organizzazione regionale che ha definito sabato scorso “rivoltante” la repressione della Giunta) la Lega Nazionale per la Democrazia di Aung San Suu Kii ha fatto sapere che nei giorni passati i suoi membri arrestati sarebbero 160. L’inviato della commissione Onu per i diritti umani Paulo Pinheiro ha certificato da Ginevra che gli arresti ammontano a “diverse migliaia”. 
 
La carotina: primi rilasci di arrestati. E in mattinata erano giunte le prime notizie di un segnale di ammorbidimento che i militari volevano lanciare alle Nazioni Unite. La Giunta, riferiva da Rangoon l’agenzia di stampa ‘Reuters’, avrebbe rilasciato stanotte 80 monaci detenuti finora a Insein, città satellite di Rangoon dove si trova la più grande prigione del regime. Insieme con loro, anche 149 suore vestite del rosa delle religiose buddiste, e sarebbero rientrate a Rangoon da Insein. Il dato è da verificare perché finora agli stessi dissidenti birmani in esilio risultava un numero inferiore: circa cento monache detenute.
 
suore in corteo mercoledì 26 a RangunMingala Yama I religiosi erano stati prelevati sabato nel monastero di Mingala Yama a Rangoon ed erano detenuti in uno dei 4 centri speciali allestiti dalla Divisione 66 in questi giorni, il Ddi, un ex istituto tecnico trasformati in carcere. Secondo i resoconti dei rilasciati, altri 16 bonzi dello stesso monastero starebbero per riavere la libertà; i rilasciati hanno dichiarato di essere stati insultati e minacciati , ma non brutalizzati.
“Ci hanno costretti a togliere il saio color zafferano prima di interrogarci – ha dichiarato ai giornalisti un giovane monaco ventenne appena uscito “ Ci hanno portato in carcere con l’inganno: sono venuti alle due di notte in monastero e ci hanno detto che dovevamo presenziare a un evento caritatevole organizzato dal Governo”. “Stiamo cercando di verificare l’identità di queste persone” hanno detto a PeaceReporter le nostre fonti tra i dissidenti in esilio. “Per adesso a noi risultano soprattutto molti civili rilasciati, e dobbiamo appurare se fossero veramente manifestanti oppositori del regime”.
 
Rangun dall'alto: i luoghi degli scontri del 26 e degli arresti di oggi. Foto 'GoogleEarth'La lotta, quindicesimo giorno. “Proseguono le manifestazioni, a Manaung sulla costa e a Kwaukpadaung” hanno confermato ieri a PeaceReporter dalla sede di Democratic Voice of Burma, organo di stampa dei dissidenti birmani in esilio. Un segno che i birmani tengono ancora duro, ma rispetto alle 25 città che all’inizio animavano la protesta pacifica dei monaci buddisti, è un segno di come la repressione violenta militare abbia affievolito gli animi e la determinazione della protesta, dopo i 6mila arresti dei giorni scorsi e gli oltre 100 dissidenti massacrati
La lotta, sedicesimo giorno. “Continua lo sciopero generale nelle Zone economiche speciali, come nella città satellite di Rangoon Lhyng Thyea, o nel porto di Thalyn” ha detto al telefono dall’India a PeaceReporter un rappresentante della Federazione dei sindacati birmani, vicini al Council of Burma in esilio. Da diverse fonti consultate risulta comunque evidente come nelle 11 zone economiche speciali del paese, dove si concentra tutto l’apparato produttivo della Giunta, le adesioni al Sindacato in esilio sono massicce, ma i lavoratori hanno avuto timore ad incrociare realmente le braccia, perché anche in queste enclavi produttive il dispiegamento di polizia antisommossa è stato massiccio, per evitare che lo sciopero avesse larghe adesioni.

 

Gianluca Ursini

Articoli correlati:
12/10/2007 Sanzioni da Tiffany: Bulgari, Tiffany, Cartier. Ma anche OviEsse, le assicurazioni della compagnia aerea. Le aziende voltano le spalle al regime birmano
12/10/2007 Deplorevole Pavidità: Il Consiglio di Sicurezza Onu definisce "deplorevole" la repressione più sanguinaria degli ultimi 20 anni
10/10/2007 Birmania, le brutalità del regime: Un leader dell'opposizione ucciso. A. S. Suu Kii rigetta ogni ricatto, mentre i satelliti mostrano prove contro i generali
05/10/2007 Il funerale del generale: La protesta a Rangoon assume i caratteri della beffa. A Mandalay raddoppiano i militari
04/10/2007 Sono le sanzioni inutili: La Ue approva il 3 ottobre nuove restrizioni alla Birmania. Che non avranno nessun effetto senza Pechino
04/10/2007 Cento dollari per ogni prigioniero: Mentre gli studenti depongono fiori a Rangoon, i militari si fanno pagare per liberare i civili
02/10/2007 Oltre le peggiori intenzioni: PeaceReporter è venuta a sapere da tre diverse fonti che i monaci stanno per essere deportati. Forse nel lager di Kabaw
30/09/2007 Rangoon: che fine hanno fatto i morti?: I bloggers: cadaveri cremati dall'esercito per cancellare ogni traccia
30/09/2007 Rangoon, la brace sotto la cenere: A Rangoon regna calma apparente imposta dai militari, ma nei monasteri assediati i monaci muoiono di fame
29/09/2007 Mandalay, Divisione 33 contro Divisione 99: Smentite le voci di un dissenso nella Giunta. Mandalay finora 'salva', due Divisioni si fronteggiano. I monaci assediati
28/09/2007 Fiamme a Rangoon: Niente morti, decine di arresti. Bruciata una caserma, monasteri difesi con i bastoni
27/09/2007 'Decine di cadaveri per strada': Uno dei leader del movimento studentesco: i morti sono molti di più
26/09/2007 Gli amici del regime: Riunione d'emergenza al Consiglio di Sicurezza Onu. Ma nessuna sanzione per l'opposizione di Russia, Cina e Indonesia
21/09/2007 Fino alle estreme conseguenze: I monaci buddisti, riuniti in 'Alleanza Birmana' sfidano il regime e continueranno a marciare. Fino alla cacciata dei militari
17/07/2007 Le pale dell'elicottero: Il Governo indiano viola l'embargo di fornire armi alla dittatura birmana. E invia un elicottero prodotto con parti europee. Ed italiane
La scheda paese: Gli argomenti più discussi: Le parole chiave più ricorrenti:
Pubblicità
creditschi siamoscrivicicollaborasostienicipubblicità