02/10/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



PeaceReporter è venuta a sapere da tre diverse fonti che i monaci stanno per essere deportati. Forse nel lager di Kabaw
di gianluca Ursini
 
Insein è a Nord di Rangoon, Kabaw nel distretto Sagaing a Nord Ovest, al confine indianoMentre i monaci vengono tradotti nei campi di lavoro o vengono gettati in mare, nella finta capitale del finto Paese di Myanmar, Nay Pi Dò, dove i generali hanno trasportato uffici e ministeri in mezzo la giungla, avveniva un incontro artificioso. Stamane l’inviato speciale delle Nazioni Unite il nigeriano Ibrahim Gambàri ha visto il generale che da 15 anni guida la Giunta dittatoriale che terrorizza i birmani, Than Shwe. Secondo i comunicati Onu, Gambàri avrebbe tentato di convincere il dittatore, di cui non si conoscono quasi uscite ufficiali, a “tentare un dialogo con l’opposizione”.
Nel lager aspettano nuovi arrivi… Ma se i diplomatici si riuniscono nelle atmosfere ovattate degli alberghi a sei stelle, la realtà dei campi di detenzione di Insein per i quasi 6mila arrestati durante la repressione violenta iniziata mercoledì 26 sta per passare dall’incubo alla tragedia.
 
le proteste con i monaci in piazza prima dei loro arrestiDa Insein 1.200 chilometri verso Nord “Nostre fonti interne al campo di detenzione di Kabaw ci dicono che i militari a guardia della struttura sono stati avvisati di prepararsi a ricevere 1.947 nuovi prigionieri – avvisa PeaceReporter una nostra fonte tra i dissidenti birmani in esilio – ora, 2mila sono pressapoco i monaci che avevamo calcolato dovrebbero essere stati arrestati in questi giorni. La Divisione 66 e la Divisione 77 da Rangoon hanno predisposto 6 camion pieni di prigionieri per un viaggio lungo più di un giorno verso l’estremo nord. I prigionieri erano  detenuti a Insein, in quattro campi di detenzione allestiti nei giorni della protesta”.
 
Condannati a morire di stenti “Kabaw si trova nel distretto di Sagaing, quasi al confine con l’India a circa 1.200 chilometri da Rangoon – spiega da Washington un esponente del governo legittimo birmano in esilio, il National Council Union of Burma – da lì è anche difficile controllare i monaci, perché è così lontano dai centri grossi e isolato che gli stessi militari non avrebbero un contatto costante coi detenuti. E inoltre, si tratta di campi di lavoro duro. Davvero duro. Impossibile che i monaci sopravvivano a lungo a quelle condizioni. Appare improbabile che il regime voglia attuare una mossa così impopolare”.
 
monaci buddisti in protesta a Bangkok davanti l'ambasciata birmanaDeportati lontano da Insein “A me sembra difficile che i militari vogliano mandare a morte sicura in breve tempo 2mila monaci – dice al telefono sotto garanzia di anonimato con PeaceReporter da Bangkok un esule birmano che lavora con il governo legittimo – io sono stato deportato a Kabaw: è un campo di lavori forzati duri. Molto duri. Sopra i mille metri d’altitudine, fa molto freddo per noi birmani, piove molto spesso e le condizioni sono durissime. I monaci non sopravviverebbero a lungo. Io non sono sicuro che li stiano portando lì. Di sicuro dai miei contatti nella cittadina di Insein a nord di Rangoon ho appreso che la gente sta cercando di parlare dalle finestre con i monaci detenuti all’Istituto tecnico statale Bbin, ora adattato a campo di detenzione; e anche nello stadio-ippodromo di Kyaikkasan, dove sono detenuti in 2mila, pare riescano a portare cibo ai monaci detenuti".
 
Liberateli "I militari hanno sicuramente paura che la gente cerchi di farli scappare con un colpo di mano - continua a spiegare il dissidente da Bangkok -  La cosa più probabile è che stiano approntando la prigione della brigata di polizia antisommossa di Hmawbi, 60 chilometri a Nord di Insein e Rangoon, e portino lì i 2mila monaci. Invece le 1900 e passa persone attese nel centro di detenzione di Kabaw sarebbero altri detenuti che finora stavano in questo centro e che vengono deportati per fare posto ai religiosi. Il centro di Kabaw non può accogliere qualcuno che non abbia ricevuto una lunga condanna definitiva. E’ un campo di prigionia solo per chi deve scontare dai 20 anni in su di galera. Pensate che ai prigionieri del lager vengono assegnati dei campi da coltivare, visto che vivranno anni lontano da ogni villaggio, in mezzo alla giungla di montagna”.
 

Gianluca Ursini

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