Roh Moo-hyun e Kim Yong-il si incontrano a Pyongyang, nel secondo vertice tra i due Paesi in cinquanta anni
Per la seconda volta in oltre cinquanta anni, i presidenti della Corea del Nord
e della Corea del Sud si sono incontrati oggi a Pyongyang, per un vertice che
rilancia le speranze di una pace duratura tra i due Paesi, ancora tecnicamente
in guerra dato che il conflitto del 1950-53 terminò senza un armistizio. Il presidente
sudcoreano, Roh Moo-hyun, è arrivato questa mattina nella capitale nordcoreana,
dove ad attenderlo c'era il suo omologo nordcoreano Kim Yong-il, e una folla in
festa che lo ha accolto cantando “Lunga vita, lunga vita!”. Rispetto alla visita
di sette anni fa dell'allora presidente Kim Dae-yung, arrivato in aereo, il leader
sudcoreano ha attraversato il confine via terra, viaggiando insieme a burocrati,
uomini d'affari e di cultura, religiosi. Il convoglio si è fermato al confine
per permettere al presidente e alla moglie Kwon Yang-sook di attraversare la frontiera
a piedi. La coppia è passata sopra un nastro giallo, sul quale erano scritte le
parole “pace” e “prosperità”.

“Spero vivamente che, dopo il mio attraversamento, altra gente mi segua”, ha
detto Roh al confine. “Questa linea verrà gradualmente cancellata e il murò cadrà”.
Dopo l'arrivo a Pyongyang, Roh è stato portato in una casa governativa, dove risiederà
per i tre giorni del vertice. L'obiettivo, ha detto il leader di Seul, è di arrivare
a un “accordo di pace insieme allo sviluppo economico”. Ma secondo molti analisti,
l'incontro è più un gesto simbolico che un'occasione per arrivare ad obiettivi
concreti. Roh ha già detto che tra gli argomenti toccati non ci sarà quello del
programma nucleare di Pyongyang, per non rovinare il clima di riconciliazione.
Dall'incontro del 2000, tra i due Paesi sono state costruite nuove strade e ferrovie,
e alle famiglie divise dalla guerra è stata data la possibilità di incontrarsi,
anche se brevemente. Per la “politica del sole splendente” di riconciliazione
con il Nord, l'ex presidente sudcoreano Kim Dae-jung fu premiato con il Nobel
per la Pace. I critici definiscono però inutile la politica sudcoreana di aiuti,
perché non è riuscita a rompere l'isolazionismo del regime nordcoreano, che l'hanno
scorso ha testato la sua prima bomba atomica.