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Polizia
morale. Il governo di emergenza
guidato da Fatah in Cisgiordania ha annunciato la creazione di una
squadra di dodici persone, con il compito di arrestare i cittadini
che bevono o mangiano in pubblico durante il giorno, violando
pubblicamente i precetti del Ramadan. Gli agenti della morale, che
tanto ricordano i pasdaran iraniani, sono già atttivi a
Ramallah, che notoriamente è la città più
cosmopolita e laica dei territori palestinesi. Il digiuno rituale del
mese di ramadan è un costume seguito da gran parte della
popolazione musulmana, ma in palestina non è mai stato
obbligatorio come invece accade in Arabia Saudita. A rendere la
circostanza ancora più paradossale, il fatto che nella
Striscia di Gaza controllata da Hamas nulla del genere è stato
fatto, e la pratica del digiuno rimane completamente volontaria. A
Ramallah la polizia morale arresta chi mangia o beve in pubblico durante il
giorno, ma non solo, anche chi fischia alle ragazze o tiene troppo
alto lo stereo dell'auto viene ammonito. Secondo il capo della
polizia locale i trasgressori arrestati dall'inizio del ramadan sono
già stati una cinquantina e sono stati trattenuti per 24 ore.
Paladino
dell'islam. Il fatto che la
polizia morale sia stata schierata solo a Ramallah, mentre nelle
altre città della Cisgiordania non ci sono pattuglie del
genere, lascia pensare che si tratti di una mossa puramente
propagandistica, per sfidare a distanza il governo del partito
islamico a Gaza, sul suo stesso terreno. É possibile che Abu
Mazen si renda conto che, voltando le spalle a Hamas per intavolare
trattative di pace con Israele, rischia di essere considerato un
collaborazionista con il nemico infedele da tutti gli islamici del
Medio Oriente. Già durante la guerra civile di questa estate
gli uomini di Hamas insultavano i fratelli di Fatah chiamandoli
'infedeli'. Così, schierare la polizia morale nella più
secolare delle città palestinesi, potrebbe essere un modo per
mostrarsi uno strenuo difensore dell'islam e, al contempo, un
politico pragmatico.
Riconciliazione.
Al di là della
competizione sullo zelo islamico, il solco che divide Fatah e Hamas è
sempre più ampio e profondo e vede il governo di Hamas nella
Striscia di Gaza sempre più con le spalle al muro. Venerdì
28 settembre, per tentare una riconciliazione, il gruppo islamico ha
proposto un accordo al presidente palestinese. Secondo quanto riporta
il quotidiano Sarq al Awsat, Hamas offrirebbe temporaneamente le sedi
della sicurezza dell'Anp e la gestione dei valichi di frontiera alle
autorità egiziane, in cambio della rimozione dell'embargo
economico sulla Striscia di Gaza e dell'avvio del dialogo, per
ripristinare il governo di unità nazionale scioltosi dopo la
guerra civile dei mesi scorsi. Al momento non si ha notizia di reazioni
da parte del governo di Ramallah.Naoki Tomasini
Parole chiave: Abu Mazen, ramadan, polizia morale