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Alluvioni. Ventuno morti, più
di 150.000 sfollati e 400.000 persone dipendenti dagli aiuti
umanitari. L'Uganda è uno dei Paesi maggiormente colpiti dalle
alluvioni che hanno devastato l'Africa centrale, colpendo Sudan,
Etiopia, Kenya, Ruanda, Burkina faso, Togo, Mali, Niger e spingendosi
fino all'Algeria. Le piogge torrenziali hanno provocato inondazioni
che hanno allagato campi, distrutto strade e canali e spazzato via
interi villaggi. Nella sola Algeria, i danni provocati da due giorni
di piogge torrenziali ammontano a 21 milioni di euro.
Assistenza. All'emergenza
piogge si è aggiunta quella sanitaria, con l'incidenza di
malattie come il colera e la malaria cresciuta del 30 percento, e
quella educativa visto che, secondo i dati dell'Unicef, centinaia di
scuole sarebbero andate distrutte, lasciando senza istruzione almeno
100.000 bambini. Le autorità stanno tentando di organizzare
alcune scuole di fortuna nelle aree non colpite dalle alluvioni, ma
spostare gli alunni è impresa non facile, anche a causa del
pessimo stato delle strade. Quasi tutte le vie di comunicazione nel
nord dell'Uganda sono andate distrutte, rendendo ancora più
difficile l'assistenza agli alluvionati. Finora la comunità
internazionale latita, visto che i numerosi appelli fatti dal World
Food Programme per la raccolta di donazioni sono caduti nel
vuoto, e il governo ugandese non ha i soldi necessari per approntare
un piano di emergenza credibile. Ancora una volta, il nord
dell'Uganda dovrà lottare da solo contro il destino. Matteo Fagotto