Dopo aver fatto visita al presidente boliviano Evo Morales, il leader iraniano Ahmadinejad è volato in Venezuela, dove è stato accolto con tutti gli onori dal suo fraterno amico Hugo Chavez
Un vero e proprio trionfo. La visita di Ahmadinejad nella capitale venezuelana,
Caracas, è stata un successo. Che i due paesi, anzi sarebbe meglio dire che i
due presidenti, fossero amici, lo si sapeva da tempo. Che il collante della loro
amicizia fosse il petrolio e l'antiamericanismo, pure. Ma che Chavez elogiasse
Ahmadinejad come un “grande statista” (anche dopo le sue affermazioni su Israele)
è una novità assoluta.
A Caracas. “L'imperialismo non ha altre possibilità se non quella di rispettare i popoli
e la loro sovranità”, parole dure e ferme quelle del leader iraniano appena giunto
a palazzo Miraflores, sede della presidenza venezuelana. Ad attenderlo Hugo Chavez,
che nel corso del tempo ha firmato accordi economici e di cooperazione, di sviluppo
dell'area energetica, industriale e agricola, molto vantaggiosi con il paese mediorientale.
“E' un grande statista” ha detto il leader bolivariano in divisa militare con
la collo un fazzoletto rosso, colore della simbolo della sua “rivoluzione”. “Ha
dimostrato un grande coraggio e molta grinta” ha continuato Chavez riferendosi
all'attacco verbale subito da Ahmadinejad durante la 62° assemblea generale delle
Nazioni Unite a New York da Lee Bollinger, rettore della Columbia University,
che lo aveva definito un “piccolo tiranno”.
Un'affermazione che non è andata giù a Chavez, che ha voluto difendere, coccolare
e esaltare Ahmadinejad, definendolo “un grande combattente contro l'imperialismo”
aggiungendo che “tutto il Venezuela applaude al suo coraggio”.
“I segnali di risveglio e della voglia di rivoluzione si stanno vedendo nel popolo”
ha detto il presidente iraniano che ha aggiunto: “Insieme, Iran e Venezuela moltiplicheranno
il loro potere e nessuno potrà distruggerlo. Il futuro è dei popoli rivoluzionari
e l'imperialismo non ha altre possibilità che rispettarli”.
Forse fra un complimento e l'altro sia Chavez che Ahmadinejad avranno pensato
ai 17 miliardi di dollari Usa di accordi economici che cementano l'amicizia della
strana coppia.
Su un punto, però, il leader bolivariano ha voluto soffermarsi: l'appoggio incondizionato
del suo Paese al programma nucleare iraniano creato per fini pacifici e non bellici.
Così come ha voluto sottolineare il diritto di tutti i popoli a sviluppare programmi
tecnologici nucleari.
A La Paz. A Caracas, Ahmadinejad ci è arrivato con un volo proveniente dalla capitale
boliviana, La paz, dove aveva incontrato il presidente Evo Morales, anch'egli
amico fedele di Chavez e fautore della ventata d'aria nuova che da qualche anno
imperversa in America Latina.
Dopo aver discusso a lungo, i due presidenti hanno firmato molti accordi in materia
di idrocarburi, produzione industriale, agricoltura e infrastrutture, oltre che
in tema di risorse idriche cultura, scienza e tecnologia. Anche in Bolivia, ormai
sembra un copione già visto, Ahmadinejad si è complimentato con Morales per il
suo lavoro e ha assicurato eterna amicizia. “Il governo e il popolo iraniano saranno
sempre al fianco del governo e del popolo boliviano” ha detto il presidente iraniano
ai margini di un colloquio avuto con il suo collega boliviano.
Insieme si sono accordati per intraprendere progetti di gestione economica e
sviluppo industriale e per lo sfruttamento delle risorse naturali, importanti
e abbondanti in entrambi i paesi.
Allo stesso modo “per garantire la continuità della cooperazione” i due presidenti
hanno firmato un accordo di sviluppo industriale per i prossimi cinque anni per
un totale di un miliardo di dollari Usa.
Non ultima la firma su un documento che riconosce “il diritto di tutti i paesi
allo sviluppo di un programma nucleare a fini pacifici” in accordo con il trattato
di non proliferazione delle armi nucleari.