28/09/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Giungono notizie da Mandalay che la Divisione 33 dell'esercito birmano si sarebbe ribellato ieri agli ordini dei superiori di sparare sui monaci
di gianluca Ursini
Disaccordi nella Giunta dittatoriale di Myanmar. E i primi soldati che si rifiutano di sparare. E a Mandalay, avrebbero ieri deposto le armi di fronte ai monaci con le mani giunte in preghiera. Barlumi di speranza in mezzo alla carneficina dei giorni passati, dopo l’insubordinazione di lunedì 24 dei poliziotti di guardia alla villa di Aung San Suu Kii. Durante la marcia in Rangoon dei monaci buddisti contro la dittatura militare, i poliziotti che in teoria dovevano vigilare sugli arresti domiciliari della ‘Lady’, la Signora dell’opposizione democratica birmana, lasciarono passare, alle 14 ora birmana, 1500 monaci con i loro sai color arancio, zafferano e ruggine. Vennero immediatamente rimossi, e la Lady tradotta  per due giorni nel carcere super isolato di Insein. Adesso a Mandalay, seconda città del Paese, apprendiamo che i soldati si sono rifiutati di sparare sui bonzi ieri, giovedì 27 settembre. Una data che potrebbe diventare storica, come la svolta nella carneficina birmana. Mentre scorre quieto l’undicesimo giorno di proteste, senza incidenti tra Sittwe, Mandalay e Rangoon, mentre la Birmania si trova sempre più isolata, perché i militari hanno oscurato ogni accesso Internet. Da ridere, se la situazione non fosse tragica, la giustificazione addotta dalla Giunta militare inun comunicato: “Si è rotto un cavo sottomarino, al momento le nostre connessioni Internet non funzionano”.
 
 
strade di Mandalay, ieriNoi non ci stiamo "I soldati della Divisione 33 di stanza a Mandalay hanno disobbedito ieri agli ordini di sparare sui monaci, e hanno deposto a terra le armi al passaggio dei religiosi, sulla strada che porta lal pagoda Maha Myat Muni in poeno centro città", la notizia è confermata a PeaceReporter dal posto di frontiera di Mae Sot, Thailandia, dal responsabile per la Frontiera del governo Nld (National League for Democracy) in esilio, Aung So. "Il generale della Divisione 33, Aung Thyat, ha dato disposizione ai suoi soldati - circa 10mila dispiegati tra il centro di Mandalay e la cittadina di Sagaing, sull'altra riva del fiume Ayeyar -  di non sparare sui monaci buddisti", ha spiegato Aung So a PeaceReporter, citando "diverse fonti, ci hanno mandato testimonianze sia attivisti del nostro partito, che gente comune". La notizia confermerebbe le voci di forti dissensi all'interno dell'esercito sulla natura brutale della repressione militare delle proteste pacifiche degli ultimi dieci giorni, che stanno circolando su alcuni siti dei dissidenti birmani in esilio. Va detto che a Mandalay si ha oggi notizia di gas lacrimogeni sparati sulla folla. "Ma ieri, abbiamo la sicurezza che, vicino una pagoda in centro città un corteo di monaci sia stato fermato da una pattuglia della Divisione33. Appena i monaci hanno insistito per forzare il posto di blocco,  i militari si sarebbero messi da parte, facendo passare il corteo e deponendo le armi, in segno di rispetto, di fronte ai monaci. Contro questi soldati non è stato preso nessun provvedimento disciplinare perchè il generale a comando della  Divisione sarebbe un fervente religioso.
 
la processione diretta alla pagoda diMaha Myat MinuSiamo con la Divisione 33 "Aspettiamo delle conferme sicure, ma le ultime voci da Mandalay ci dicono che il generale alla guida di questi 10mila uomini, Aung Thyat, avrebbe rifiutato di ritirare i suoi uomini, e starebbe rimanendo a guardia della città, in sostanza per proteggere i manifestanti" ha dichiarato a PeaceReporter Aung So, da Mae Sot, Thailandia. "La Divisione 99 è già in marcia da Rangoon ed è pronta a rimpiazzare i soldati che hanno disobbedito agli ordini di sparare sulla folla - continua Aung So - ma il generale Thyat per ora si è rifiutato di abbandonare Mandalay, il che farebbe pensare a una sua intenzione di proteggere i monaci: pare sia un fervente buddista". Questa la spiegazione dell'alto dirigente Nld, che farebbe intuire anche un possibile sviluppo per  nulla fantasioso: un probabile scontro tra due Divisioni dell’esercito la 33, rispettosa dei monaci, e la 99, lealista che si attiene agli ordini dei 12 Generali al comando nella Giunta. Aung So ha aggiunnto che però in Thailandia attendono conferme telefoniche dai loro contatti in Mandalay sul rifiuto della Divisione 33 a ripiegare, attuando così la definitiva insubordinazione agli ordini della Giunta.
 

Gianluca Ursini

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