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Zeng Ning è un membro dell'Abdsf (All Burma Students' Democratic Front), il movimento
di studenti che combattono per la democrazia. Formatisi nel 1988, in seguito all'insurrezione
democratica soffocata nel sangue, l'Abdsf è uno degli animatori della protesta
di Rangoon, nonostante sia fuorilegge. Numerosi, tra i suoi affiliati, vivono
infatti all'estero, soprattutto in Thailandia, Indonesia e Cina, da dove organizzano
una lotta clandestina contro il regime. Zeng Ning è responsabile della filiale
indiana del movimento, e risiede a New Delhi. "Sono scappato nell'88. Lì ho lasciato
mio padre, mia madre e mia sorella. Da allora sono rimasto in contatto con loro,
ma soprattutto con i miei compagni a Rangoon quasi quotidianamente. Ma solo tramite
internet. Oggi non mi è stato possibile contattare telefonicamente il mio Paese.
E' molto pericoloso farlo, in questi giorni".
Cosa sta succedendo realmente, nella capitale? "L'esercito spara, gli obiettivi,
oltre ai giornalisti che la giunta non vuole parlino, sono sopratutto gli studenti.
Il leader del movimento, Ko Htey Thwe, ha organizzato per domani una nuova, grande
manifestazione". E' vero che ci sono stati numerosi morti? Il governo parla di
9, finora. "Non è vero. I morti sono molti di più". Come lo sa? "Sono in contatto
con i miei compagni, attraverso i blog si riescono a ottenere informazioni. Testimoni
oculari hanno scritto di decine di cadaveri per le strade di Rangoon. Stanno facendo
irruzione nei monasteri buddisti, Arrestano centinaia di persone, soprattutto
monaci". Cosa sta facendo in queste ore il movimento studentesco? "Si stanno organizzando
clandestinamente per scendere di nuovo in piazza". Crede che ci sarà un altro
bagno di sangue, come nel 1988? "Se succederà, l'opinione pubblica internazionale
saprà esattamente come sono andate le cose, perché oggi, grazie a internet, tutti
possono vedere cosa sta facendo la giunta. Se succederà, tutto il mondo potrà
vedere. E la giunta avrà firmato la sua condanna".Luca Galassi