27/09/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Uno dei leader del movimento studentesco: i morti sono molti di più
Le proteste a RangoonZeng Ning è un membro dell'Abdsf (All Burma Students' Democratic Front), il movimento di studenti che combattono per la democrazia. Formatisi nel 1988, in seguito all'insurrezione democratica soffocata nel sangue, l'Abdsf è uno degli animatori della protesta di Rangoon, nonostante sia fuorilegge. Numerosi, tra i suoi affiliati, vivono infatti all'estero, soprattutto in Thailandia, Indonesia e Cina, da dove organizzano una lotta clandestina contro il regime. Zeng Ning è responsabile della filiale indiana del movimento, e risiede a New Delhi. "Sono scappato nell'88. Lì ho lasciato mio padre, mia madre e mia sorella. Da allora sono rimasto in contatto con loro, ma soprattutto con i miei compagni a Rangoon quasi quotidianamente. Ma solo tramite internet. Oggi non mi è stato possibile contattare telefonicamente il mio Paese. E' molto pericoloso farlo, in questi giorni".
 
Militari a RangoonCosa sta succedendo realmente, nella capitale? "L'esercito spara, gli obiettivi, oltre ai giornalisti che la giunta non vuole parlino, sono sopratutto gli studenti. Il leader del movimento, Ko Htey Thwe, ha organizzato per domani una nuova, grande manifestazione". E' vero che ci sono stati numerosi morti? Il governo parla di 9, finora. "Non è vero. I morti sono molti di più". Come lo sa? "Sono in contatto con i miei compagni, attraverso i blog si riescono a ottenere informazioni. Testimoni oculari hanno scritto di decine di cadaveri per le strade di Rangoon. Stanno facendo irruzione nei monasteri buddisti, Arrestano centinaia di persone, soprattutto monaci". Cosa sta facendo in queste ore il movimento studentesco? "Si stanno organizzando clandestinamente per scendere di nuovo in piazza". Crede che ci sarà un altro bagno di sangue, come nel 1988? "Se succederà, l'opinione pubblica internazionale saprà esattamente come sono andate le cose, perché oggi, grazie a internet, tutti possono vedere cosa sta facendo la giunta. Se succederà, tutto il mondo potrà vedere. E la giunta avrà firmato la sua condanna".

Luca Galassi

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