27/09/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Chiude a sorpresa la fabbrica Baterias de El Salvador. Da anni gli abitanti della zona di San Juan Opico denunciavano un forte inquinamento da piombo prodotto dalla fabbrica
Scritto per noi da
Maurizio Campisi
 
Ha preso di sorpresa un po’ tutti la chiusura della fabbrica Baterías de El Salvador. Sorpresa per i lavoratori e i dirigenti dell’azienda, naturalmente, e sorpresa per gli abitanti di San Juan Opico, la località salvadoregna dove sorge la fabbrica, che da anni lottano denunciando l’inquinamento da piombo che interessa la zona. Le loro parole, infine, sono state ascoltate e il ministero della Salute ha ordinato di mettere i sigilli all’entrata dello stabilimento.
 
La fabbrica chiusaI fatti. I dati sono sconfortanti: il 70 percento dei bambini del luogo –circa 500- ha fatto rilevare negli ultimi due anni un considerevole aumento di piombo nell’organismo. Il dito accusatore è caduto subito sulla fabbrica, che dal 1996 smantella e produce batterie per auto marca Record, una tra le più vendute in tutta l’America Latina.
L’intervento dei tecnici del ministero ha quasi dell’incredibile, visto il disinteresse con cui i governi latinoamericani trattano la salute dei propri cittadini. Gli abitanti di San Juan Opico sono riusciti dove altri hanno fallito per una ragione semplice: a furia di insistere, le loro vicissitudini sono arrivate sulla stampa internazionale e soprattutto su Cnn, che ha dedicato alla vicenda un lungo reportage. A questo punto, il governo salvadoregno non ha potuto fare altro che prendere provvedimenti e chiudere finalmente la fabbrica, il cui permesso, tra l’altro, era scaduto da due anni. È la prima volta che nel Salvador un’azienda viene chiusa nel rispetto dell’articolo 109 del Codice di salute, che ordina la chiusura di quegli esercizi che rappresentino un pericolo per la salute pubblica.
 
La popolazione di San Juan OpicoLa scoperta. La vicenda è iniziata nel febbraio 2005 quando, quasi per caso, si scopre che tre bambini presentano i classici sintomi di intossicazione da piombo: anemia, ipersensibilità, problemi a urinare. Le successive analisi confermano la presenza del metallo nel loro organismo. I genitori di La Libertad, la frazione di San Juan Opico dove ha sede la Record, a questo punto si organizzano, fondano un coordinamento –il Movimiento sin Plomo- e portano i loro piccoli a fare analisi di sangue. L’esito è scoraggiante: la maggioranza risulta positiva al piombo. Secondo stime del Movimento, da allora quindici persone sono decedute per gli effetti della contaminazione, mentre almeno ottanta bambini si sono ammalati di leucemia.
Comincia a questo punto una lunga battaglia, che più che nelle aule amministrative e legislative, viene vinta sui mezzi di comunicazione. Il tam tam fornito dai blog e dei servizi apparsi sui giornali e sulle televisioni riserva alla comunità di San Juan Opico un’attenzione particolare. La pressione è tale che nei giorni precedenti la chiusura, lo stesso ministero della Salute ordina più di 4000 esami del sangue sulla popolazione e ottiene la conferma della crisi sanitaria.
 
Mappa di El SalvadorVero o falso? Baterías de El Salvador produce ogni mese circa settantamila batterie e dà lavoro in forma diretta a 400 persone. Alla ricerca di una strategia credibile in difesa dei diritti dei lavoratori, invita giornali e televisioni a visitare i reperti di trattamento. Le telecamere entrano e tutto sembra in ordine, ma fuori gli abitanti di La Libertad confermano che gli operai hanno lavorato tutta la notte per ripulire l’area e renderla conforme agli standard di sicurezza. La Record non emette gas tossici nell’ambiente, dichiara il portavoce Samuel Martino, ma fuori la gente ribatte che i gas vengono liberati di notte e poi non certo in presenza delle tivù.
La direzione promette battaglia facendosi forte delle lacune delle normative in fatto di sanità. È vero che l’azienda opera senza permesso -dicono- ma la legge in questo caso prevede solo una multa. Inoltre, nella difesa si fa riferimento al fatto che non esiste uno studio che indichi la fabbrica di batterie come fonte della contaminazione.
Una scusa risibile, ma nel Salvador, dove l’economia di mercato è quella liberale, la chiusura della Record sembra una blasfemia. Gli industriali si sono schierati dalla parte dell’impresa. L’associazione degli imprenditori, invece di augurarsi il rispetto delle norme ambientali e di salute aziendale, critica apertamente l’azione del Ministero tacciandolo di prevaricazione.
Gli abitanti di San Juan Opico, intanto, non dormono sugli allori. Hanno minacciato di denunciare lo stesso ministero per non avere vigilato sulla salute pubblica e di portare il caso di fronte alla Corte Interamericana per i diritti umani. Il Movimiento sin plomo ha organizzato picchetti all’entrata della Record, per controllare che il provvedimento di chiusura venga rispettato. Ora, dicono, bisogna vegliare perchè si rispettino le leggi: tutta l’area dovrà essere decontaminata e lo Stato dovrà assumere le proprie responsabilità, indennizzando le famiglie colpite dall’inquinamento.
Parole chiave: Maurizio Campisi
Categoria: Diritti, Politica, Popoli, Salute
Luogo: Salvador
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