stampa
invia
La polizia carica "Stanno caricando per liberare l’accesso al centro dai grandi viali, si muovono
dalla pagoda Sule verso l’esterno – ha chiarito Moe al telefono da Oslo, Norvegia
– e oramai tutto il centro è teatro di una sparatoria”. Secondo i contatti dei
dissidenti sul campo, si contano già 10 morti, tra i quali 4 monaci, ma si aspetta
conferma sul numero delle vittime. Sono state confermate intanto le morti di due
foto reporter stranieri che assistevano alle manifestazioni e sono stati colpiti
dai soldati antisommossa. L’ambasciata giapponese è stata avvisata dal ministero
degli Esteri della Giunta militare che un suo cittadino era rimasto ucciso in
mattinata negli scontri intorno alla pagoda Sule. L’agenzia di stampa tedesca
Dpa ha confermato che l’uomo di aspetto occidentale trovato morto nei dintorni
della piazza del Municipio dovrebbe essere un suo fotoreporter. "Contiamo tra
i 10 e i 20 manifestanti arrestati, aspettiamo conferme dai nostri colleghi in
città" ha aggiunto il dissidente in esilio a PeaceReporter.
Altri 30mila a Mandalay, a Sittwe, in altre 20 città Intanto, secondo quanto riferito a PeaceReporter da un esiliato birmano per
conto della ‘Burma Campaign Uk’ di Londra, le proteste continuano anche nel resto
del Paese; se varie fonti citano dai 50 ai 70 mila manifestanti in strada a Rangun,
secondo Burma Campaign Uk e Democratic Voice of Burma ci sarebbero almeno 30 mila
persone a manifestare per le strade di Mandalay e altrettante a Sittwe le altre
grandi città del Paese. In tutto, in oltre 20 città birmane monaci e cittadini
hanno marciato pacificamente per protestare. Non si hanno notizie di cariche o
repressione violenta nel corso delle altre manifestazioni. E i militari cominciano
a perdere il polso della situazione. Dopo i poliziotti che hanno fatto passare
i monaci fino alla casa della leader dell’opposizione San Suu Kii, lunedì scorso,
altri agenti si sono rifiutati di obbedire agli ordini dei superiori la scorsa
notte. Si tratta di un plotone di soldati dell’esercito che erano stati inviati
durante il coprifuoco al monastero di Ngwekyanryan per arrestare i monaci. Il
colonnello che guidava il drappello, secondo quanto riferito da un sito di seguaci
della Nld, il partito di Suu Kii, ha dovuto picchiare i suoi uomini per costringerli
a entrare nel monastero. Secondo Democratic Voice of Burma, nelle irruzioni al
monastero di Ngwekyanryan e a quello di Moe Kaung sarebbero morti tre monaci,
per le ferite da bastonate. Almeno 50 a Moe Kaung e 150 a Ngwekyanryan sarebbero
stati prelevati, 200 in tutto ancora oggi nelle carceri di Rangun.Gianluca Ursini
Parole chiave: Aung San Suu Kii, Rangun, Mandalay, Sittwe, monaci buddisti, Ursini