Guatemala, la polizia sequestra e uccide senza un apparente motivo cinque giovani che giocavano a calcio in un quartiere malfamato della capitale
I cadaveri di cinque giovani sequestrati lo scorso fine settimana mentre giocavano
a calcio in un quartiere malfamato sono stati ritrovati ieri in una zona boschiva
nella zona meridionale della capitale guatemalteca.
Sui corpi delle vittime erano ben visibili i segni di uno strangolamento. Anche
per gli inquirenti, infatti, i giovani sarebbero stati uccisi per soffocamento.
Isabel Mendoza, direttrice della Seguridad Publica della Policia Nacional Civil
ha fatto sapere che le autorità avrebbero ricevuto una telefonata anonima che
segnalava la presenza dei cinque cadaveri e da qul momento sarebbero iniziate
le ricerche.
Un giro veloce delle pattuglie di polizia nella zona citata nella telefonata
e l'ipotesi paventata dalla voce oltre la cornetta si è trasformata in una macabra
realtà.
Le ipotesi. Inizialmente, secondo la Mendoza i dubbi erano veramente pochi: i giovani potevano
essere stati uccisi dalle bande criminali che gestiscono il voluminoso giro d'affari
legato allo spaccio della droga in uno dei quartieri più disagiati della città,
El Gatillo. E proprio a El Gatillo vivevano i ragazzi ritrovati uccisi come conferma
la denuncia arrivata al distretto di polizia del quartiere.
Ma i dubbi hanno da subito alimentato le ipotesi sul reale accadimento dei fatti,
soprattutto se si pesano le parole dei familiari delle vittime.
Secondo loro, come già hanno raccontato a diverse emittenti radiofoniche locali,
i ragazzi sarebbero stati sequestrati e caricati con la forza su un'auto di grossa
cilindrata che avrebbe riportato la sigla Gar, Grupo de Accion Rapida, in pratica
un veicolo della polizia guatemalteca. Ci sarebbe stato anche un tentativo di
inseguimento non andato a buon fine per via dell'intrusione di un'auto dell'esercito
che ha in pratica sbarrato al strada agli inseguitori.
Le novità dell'ultima ora. Un omicidio extragiudiziale commesso da due agenti della polizia. Sarebbe questa
la realtà dei fatti. Quello che all'inizio sembrava un caso di sequestro e omicidio
nato e cresciuto negli ambienti della malavita via via è andato delineandosi come
un'azione commessa da due agenti di polizia. Wilson Tobar Valenzuela e Sabino
Ramos Ramirez, rispettivamente ispettore e agente semplice della Pnc sono già
stati posti in stato di fermo (traditi forse dal localizzatore gprs presente sulla
loro auto pattuglia) e le polemiche non sono mancate.
“Per nessun motivo al mondo tolleriamo abusi da parte dei membri della polizia
ha detto ai margini della conferenza stampa convocata dopo gli arresti, il direttore
della Pnc, Julio Hernandez Chavez.
Inoltre, Chavez ha voluto sottolineare che dal momento in cui sono arrivate le
prime segnalazioni sulla possibile complicità di agenti della polizia l'Oficina
de Responsabilidad Profesional della Policia avrebbe iniziato le indagini che
avrebbero portato all'arresto dei due poliziotti.